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I segreti di Echelon (cosi' USA e Gran Bretagna ci tengono sotto controllo) Soltanto pochissimi addetti
ai lavori sapevano pero' finora dell'esistenza di una rete di monitoraggio
globale di straordinaria capacita' ed estensione che gli Stati Uniti gestiscono
con la collaborazione di altri quattro Paesi anglofoni - la Gran Bretagna,
il Canada, l'Australia e la Nuova Zelanda.
IL PATTO UKUSA
COME FUNZIONA
ECHELON DETECTIVE è un particolare software in grado di penetrare o meglio di "navigare" in quello sterminato oceano di dati che è l'immenso archivio della NSA e della UKUSA. Non c'è più nessuna barriera, tutto diventa chiaro, chiunque può sapere tutto di chiunque. Nicky Hager dice: ..."è tanto sbalorditivo quanto banale: è come togliere una benda dagli occhi e quindi vedere". L'uso di questo programma è proibito nei seguenti paesi: Svizzera, Gran Bretagna, Stati Uniti d'America, Canada, Australia, Nuova Zelanda. Tuttavia la vendita è, come sempre, paradossalmente legale. Per l'ordinazione è sufficente riempire il seguente formulario Il software è tutto
in inglese, ma è di una semplicità straordinaria. Essendo
completamente in ipertesto e rigorosamente in ordine alfabetico, non si
deve fare altro che "navigare" verso ciò che ci interessa.
Altre testimonianze Verso la fine degli anni ottanta, prendendo una decisione che poi probabilmente avranno rimpianto, gli Stati Uniti coinvolsero anche la Nuova Zelanda in un nuovo e segretissimo sistema di spionaggio globale. L’inchiesta di Hager e le sue scoperte sui “dizionari” di ECHELON hanno portato alla luce uno dei maggiori e più segreti progetti dei servizi di intelligence. Il sistema permette alle varie agenzie di controllare la maggior parte delle comunicazioni via e-mail, telefono, fax e telex in tutto il mondo. Ecco che cosa scrive il giornalista
e ricercatore Nicky Hager:
...per 40 anni la più grande agenzia di intelligence della Nuova Zelanda, la Government Communications Security Bureau (GCSB) l’equivalente della americana National Security Agency (NSA) è stata aiutata dai suoi alleati occidentali a spiare nell’area del Pacifico, senza che questo fosse risaputo pubblicamente, ma neanche dalle maggiori cariche elettive dello stato. Quello che la NSA non poteva sapere è che verso la fine degli anni ottanta diversi ufficiali dell’agenzia decisero che le loro attività erano state troppo segrete e per troppo tempo e mi rilasciarono delle interviste e dei documenti che illustravano le attività dei servizi di intelligence neozelandesi. Più di cinquanta persone che lavoravano o avevano lavorato con i servizi ed in campi correlati accettarono di farsi intervistare.
Progettato e amministrato dalla NSA, il sistema ECHELON è utilizzato per intercettare normali e-mail, fax, telex e telefonate che viaggiano nella rete di telecomunicazioni mondiale. Diversamente dalla maggior parte dei sistemi di spionaggio sviluppati durante la Guerra Fredda, ECHELON è progettato principalmente per obiettivi non militari: come governi, organizzazioni, aziende, gruppi, ed individui praticamente in ogni parte del mondo. Potenzialmente sono sottoposte a sorveglianza tutte le comunicazioni tra le persone tra uno stato e l’altro (ma anche all’interno dello stesso paese) ovunque nel mondo. Non è certo una novità che le agenzie di intelligence sorveglino le e-mail e gli altri mezzi di comunicazione pubblici. Quello che c’è di nuovo nei materiali fuoriusciti dai servizi segreti neozelandesi sono i dati precisi su come lavora il sistema, quali sono le basi operative, le sue capacità e le sue insufficienze e molti altri dettagli come i nomi in codice. ECHELON non è stato progettato per spiare una particolare e-mail di un individuo o una utenza fax specifica. Al contrario il sistema lavora indiscriminatamente intercettando grandissime quantità di comunicazioni, ed usando i computer è poi in grado di estrarre i messaggi interessanti dalla massa degli altri di nessun interesse. E’ stata organizzata una catena di strutture di intercettazione in giro per il pianeta per monitorare la rete di telecomunicazioni globale. Alcune strutture controllano i satelliti di comunicazione, altre i network a terra ed altre le comunicazioni radio. ECHELON lega insieme tutte queste strutture rendendo così possibile agli Stati Uniti ed ai suoi alleati di intercettare una grande quantità delle comunicazioni in atto nel pianeta.
I computer posti in ogni stazione del sistema ECHELON cercano tra i milioni di messaggi intercettati quelli contenenti le keywords, le parole chiave, precedentemente inserite. Le keywords includono tutti i nomi, le località, i soggetti etc. che potrebbero essere contenuti nei messaggi “interessanti”. Ogni parola di ogni messaggio intercettato viene scansionata automaticamente sia che il telefono, la e-mail o il fax siano nella lista di quelli “da controllare”, ma anche nel caso provengano da qualsiasi altra utenza o natura del messaggio. Le migliaia di messaggi simultanei vengono letti in “tempo-reale” come giungono alle stazioni, ora dopo ora, giorno dopo giorno e i computer riescono a trovare “l’ago” scelto dagli intelligence nel “pagliaio” delle telecomunicazioni.
QUALCUNO
STA ASCOLTANDO.
L’alleanza nasce dallo sforzo cooperativo per intercettare trasmissioni radio durante la Seconda Guerra Mondiale, formalizzata come detto nel 1948 nell’accordo UKUSA che era orientato essenzialmente contro l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Le cinque agenzie firmatarie del patto UKUSA sono oggi le agenzie più grandi nei loro paesi. Con la maggior parte delle comunicazioni di affari e non che viaggiano attraverso fax, e-mail e telefonate è chiaro che le maggiori risorse vengano riservate a queste agenzie. Per decine di anni prima dell’introduzione del sistema ECHELON, le agenzie dell’alleanza UKUSA lavoravano comunque l’una per l’altra, ma ognuna era solita intercettare ed analizzare i messaggi nelle proprie stazioni. Con ECHELON, i computer detti “dizionari”, contengono non solo le keywords immesse dalla propria agenzia, ma anche quelle immesse dalle altre quattro agenzie. In Nuova Zelanda nella stazione di intercettazione satellitare di Waihopai (nel Isola del Sud), per esempio, il computer ha differenti liste di ricerca per NSA, GCHQ, DSD, e CSE in aggiunta alle proprie. Laddove il “dizionario” incontra un messaggio contenente una delle keywords immesse dalle agenzie lo prende e lo spedisce automaticamente al quartier generale dell’agenzia competente. Nessuno in Nuova Zelanda conosce le informazioni raccolte dalle stazioni in Nuova Zelanda per le agenzie alleate. Così le stazioni
degli alleati minori della alleanza UKUSA funzionano per la NSA come se
fossero proprie basi fuori dal territorio USA.
La stazione britannica del GCHQ si trova in cima alle alte scogliere sul mare a Morwenstow in Cornovaglia. Le antenne paraboliche, accanto agli edifici di calcolo, puntano i satelliti Intelsats sull’Atlantico, l’Europa e inclinando le antenne verso l’orizzonte anche sull’Oceano Indiano. Una stazione della NSA a Sugar Grove, posizionata a 250 chilometri a sud-ovest di Washington, DC, nelle montagne della Virginia occidentale copre le trasmissioni Atlantiche degli Intelsats verso Nord e Sud America. Un’altra stazione sta nello stato di Washington [nord-ovest degli USA ndt], 200 chilometri a sud ovest di Seattle, all’interno di una base militare, Yakima Firing Center. Le sue parabole satellitari sono puntate sugli Intelsats del Pacifico verso Est. Ciò che non viene intercettato a Yakima arriva in Nuova Zelanda ed in Australia. La loro posizione nel Sud del Pacifico garantisce la copertura globale delle intercettazioni. La Nuova Zelanda con la stazione di Waihopai e l’Australia con quella di Geraldton nell’Australia Occidentale (che punta sugli Intelsats dell’Oceano Pacifico e su quelli sull’Oceano Indiano). Ognuna delle cinque stazione dove sono i “dizionari” possiede un nome in codice che la distingue dalle altre della rete. Ad esempio la stazione di Yakima, posizionata in un paese deserto tra le Saddle Mountains e le Rattlesnake Hills, ha il nome in codice di COWBOY Dictionary, mentre la stazione di Waihopai ha quello di FLINTLOCK Dictionary. Questi nomi in codice
sono registrati all’inizio di ogni messaggio intercettato prima che sia
distribuito attraverso il network di ECHELON, e permette così all’analizzatore
di individuare subito quale stazione ha effettuato l’intercettazione.
Fino all’integrazione della Nuova Zelanda in ECHELON, avvenuta nel 1989 con l’apertura della stazione di Waihopai, la propria quota di comunicazioni giapponesi veniva intercettata a Yakima e spedita grezza al quartier generale del GCSB a Wellington per la decrittazione, la traduzione e la codifica nel formato UKUSA (i programmi di decrittazione erano forniti dal NSA).
“COMUNICAZIONE”
ATTRAVERSO I SATELLITI
Un insieme di strutture
che monitora direttamente le comunicazioni via terra è l’elemento
finale del sistema ECHELON. Oltre alle comunicazioni radio e satellitari,
l’altro maggiore metodo per trasmettere grandi quantità di comunicazioni
(pubbliche, di business, governative e quant’altro) è costituito
da una combinazione di cavi sottomarini, che passano sotto gli oceani,
e reti a microonde sulla terraferma. Pesanti cavi, posati nel fondo marino
tra i vari stati, si fanno carico del grosso delle comunicazioni internazionali
mondiali. Dopo che escono dall’acqua ed arrivano alle basi a terra dei
network a microonde sono molto vulnerabili alle intercettazioni.
Dato che le strutture per le intercettazioni satellitari richiedono l’uso di enormi antenne paraboliche che è difficile mantenere a lungo nascoste, possiamo dire di avere un quadro ragionevolmente ben documentato di questa rete di stazioni di intercettazione. Ma tutto quello che serve per controllare la rete di comunicazioni via terra è un edificio situato sul percorso delle microonde o un cavo nascosto che va dalla rete ordinaria di telecomunicazioni a qualche edificio “anonimo”. Anche se tutto ciò suona come tecnicamente molto difficile da realizzare, avvengono anche intercettazioni di microonde da parte dei satelliti spia statunitensi. La rete mondiale di intercettazioni di questo tipo è comunque molto poco documentata, e dato che il GCSB neozelandese non partecipava a questo tipo di intercettazioni, le mie fonti all’interno dell’agenzia non hanno potuto aiutarmi ulteriormente nella raccolta di informazioni.
NIENTE
E’ SICURO IN UNA MICROONDA
L’unica testimonianza pubblica del sistema dei “Dizionari” è stata resa in relazione ad una di queste strutture “nazionali”, gestita dal GCHQ nel centro di Londra. Nel 1991 un ex-ufficiale del GCHQ rese un’intervista anonima al programma della televisione di Granada “World in Action” sugli abusi di potere perpetrati dalla sua agenzia. Durante il programma parlò di un anonimo edificio in mattoni rossi situato al numero 8 di Palmer Street da dove il GCHQ segretamente intercettava ogni telex che passava, partiva, arrivava o attraversava Londra, inserendoli poi in potenti computer con software conosciuti come “dizionari”. L’operazione, ha spiegato, era attentamente supervisionata da particolare personale della British Telecom: “Ma tutto ciò non ha nulla ha che fare con la sicurezza nazionale. Tutto questo non è legale. Non è legale prendere ed analizzare ogni singolo telex. E loro li analizzavano tutti, quelli delle ambasciate, del mondo degli affari, ma anche quelli con gli auguri di compleanno. Li intercettano tutti e li mettono nei ‘dizionari’.” Quello che nel documentario non viene detto è che il sistema dei “dizionari” non è una esclusività britannica, ma è operante in tutti e cinque i paesi del UKUSA. Similarmente il ricercatore
inglese Duncan Campbell ha descritto come dalla stazione USA di Menwith
Hill (in Gran Bretagna) la NSA si infili direttamente all’interno della
rete a microonde della British Telecom, che è attualmente stata
disegnata in modo che differenti nodi della rete convergano verso un trasmettitore
isolato connesso alla stazione tramite cavi sotterranei.
Nei primi anni ‘90 il movimento che si è battuto per la chiusura della base di Menwith Hill ha ottenuto una grossa quantità di documenti dall’interno della stazione. Tra tutte queste carte c’erano dei riferimenti ad un sistema di computer della NSA chiamato “Platform”. L’integrazione di tutta la rete delle stazioni UKUSA in ECHELON probabilmente si è realizzata con l’introduzione di questo sistema all’inizio degli anni ‘80. James Bamford scrisse all’epoca di una rete mondiale di computer del NSA “nome in codice Platform” che collegava insieme 52 sistemi di computer sparsi in diversi punti del mondo. Punto cruciale di questo poderoso network sarebbe stato il quartier generale della NSA a Fort Meade. Tra le agenzie coinvolte nel progetto “Platform” c’era anche l’agenzia di SIGINT [signal intelligence] britannico il GCHQ.
CERCANDO
NEL DIZIONARIO
Scelgono la categoria divisa per soggetto, vedono il risultato della loro ricerca, cioè quanti messaggi contenenti quel soggetto sono stati catturati dalla rete di ECHELON, e così inizia una nuova giornata di lavoro. Gli analisti scorrono schermata dopo schermata fax, messaggi e-mail, etc. e quando un messaggio appare interessante lo selezionano dal resto della lista. Se non in inglese il messaggio viene tradotto e scritto nel formato codificato standard degli intelligence UKUSA.
IL
CONTROLLO DELLE INFORMAZIONI
I terminali dei “dizionari” non hanno semplicemente la lunga lista delle parole chiave per fare la ricerca e neanche tutte le informazioni vanno in un unico database che le agenzie possono consultare a proprio piacimento. E tutto molto più controllato. Gli indici di ricerca sono divisi nelle stesse categorie del codice a quattro cifre. Ogni agenzia decide le proprie categorie compatibilmente alle responsabilità della stessa all’interno del network. Per il GCSB questo significa il controllo delle comunicazioni dei governi dell’area del Sud Pacifico, delle ambasciate Giapponesi, delle attività Russe nell’Antartide e così via.
Le agenzie poi lavorano dalle 10 alle 50 parole chiave che hanno immesso in ogni categoria. Le keywords comprendono nomi di persone, di navi, di organizzazioni, nomi di paesi e di argomenti. Questo include numeri di telex e di fax, indirizzi di posta elettronica etc. di tutti i soggetti bersaglio di ECHELON. Questi nomi, numeri e indirizzi fanno di solito parte del messaggio scritto ed è così abbastanza semplice per i computer "dizionari" riconoscerli ed archiviarli. Le agenzie specificano anche delle combinazioni di keywords per aiutarsi a scovare le comunicazioni interessanti. Per esempio possono cercare comunicazioni contenenti le parole “Santiago” e “aid” o per comunicazioni contenenti la parola “Santiago” ma non “consul” (cosicché si possa scartare facilmente la massa di comunicazioni consolari di routine). Tutti questi tipi di combinazioni di parole e numeri, divisi in particolari categorie, sono il cuore dei “dizionari”. (In ogni agenzia alcuni elementi dello staff chiamati Dictionary Managers aggiornano la lista delle keywords per la propria agenzia.) L’intero sistema escogitato dalla NSA, è stato adottato completamente dalle altre agenzie. I computer “dizionari” cercano tra tutti i messaggi in entrata per ognuna delle keywords immessa dalle agenzie. Nello stesso tempo i computer annotano automaticamente dei dati tecnici come data, orario e luogo dell’intercettazione sul messaggio cosicché l’analista, in qualsiasi agenzia esso sia, potrà sapere da dove viene e di quando è il messaggio. Poi il computer scrive le quattro cifre del codice (in base alle keywords rinvenute nel messaggio) alla fine del testo. Questo è molto importante. Permetterà poi di catalogare tutti insieme nel database dell’agenzia di destinazione e di reperirli successivamente con estrema facilità. Più tardi, quando gli analisti ricercheranno una categoria, tutto ciò risulterà estremamente semplificato ed il database potrà reperire tutti i messaggi precedentemente archiviati e marchiati con quel codice. Questo sistema si rivela
particolarmente efficace per le particolari condizioni di amministrazione
del network di ECHELON. Difatti ogni agenzia non ha accesso a tutto il
database, ma solo hai propri codici di quattro numeri. Ad esempio anche
se il lavoro del GCSB è rivolto soprattutto all’alleanza UKUSA,
la Nuova Zelanda non ha accesso all’intero network di ECHELON. L’accesso
che ha è strettamente controllato. Un ufficiale dei servizi neozelandesi
ha spiegato che: “Le agenzie possono cercare attraverso i propri codici
anche negli altri “dizionari”. I più difficili da trattare sono
quelli americani. ... [Ci sono] molti livelli attraverso cui passare, a
meno che non sia anche di loro interesse, in quel caso lo faranno per te.”
Per che cosa viene usato
il sistema?
SPIONAGGIO
PIÙ VELOCE, MA STESSA MISSIONE
Con questa struttura,
così potente e così segreta, tutto può essere possibile.
Per esempio nel Giugno del 1992, un gruppo “di agenti operativi di alto
livello” del GCHQ britannico parlarono con il London Observer dichiarando:
“Sentiamo che non possiamo più rimanere in silenzio per ciò
che riguarda le malefatte e le aberrazioni della struttura nella quale
operiamo”. Essi portarono ad esempio il fatto che il GCHQ intercettava
regolarmente tre organizzazioni umanitarie, tra cui Amnesty International
e Christian Aid. Come riportato dagli agenti all’Observer: “Il GCHQ è
pronto in ogni momento ad inserirsi nelle loro comunicazioni per controlli
di routine”. Nel caso di inserimento nelle conversazioni telefoniche la
procedura viene chiamata Mantis, mentre con i telex la procedura si chiama
Mayfly. Digitando uno dei codici relativi agli aiuti al Terzo Mondo, il
sistema è in grado di elencare i telex intercettati alle tre organizzazioni.
“E’ poi possibile per noi inserire nuove parole che ci rendono possibile
ottenere tutti i telex nei quali quelle parole appaiono”. “E possiamo leggere
un predeterminato numero di caratteri da ogni lato della parola chiave.”
Senza chiamarlo con il nome attuale, è evidente che questa è
una dettagliata e precisa descrizione di come lavorano i "dizionari" nel
network ECHELON. Quello che non veniva rivelato è che si tratta
di un sistema esteso ai cinque del UKUSA. La struttura di ECHELON consente
che le intercettazioni di queste organizzazioni possano avvenire in un
qualsiasi punto del network, in ogni stazione dove il GCHQ ha richiesto
che il codice a quattro cifre riguardante gli aiuti al Terzo Mondo venisse
utilizzato.
Nella descrizione fatta
da Mike Frost del sistema di intercettazioni tramite le ambasciate Canadesi
nel mondo si trova la descrizione del computer usato dalla NSA, chiamato
Oratory, che può “ascoltare” le conversazioni telefoniche ed individuare
quando viene pronunciata la parola chiave. Così come noi riusciamo
ad individuare le parole nei differenti toni ed accenti nelle quali le
incontriamo, allo stesso modo, secondo Frost, lo possono fare questi computer.
Le prede più facili per ECHELON sono le persone, le organizzazioni o i governi che non usano sistemi di crittografia. Nell’area neozelandese ad esempio, questo colpisce e rende particolarmente vulnerabili le piccole nazioni del Sud Pacifico che non usano alcun tipo di codice anche per le comunicazioni strategiche governative (tutte queste comunicazioni dei vicini della Nuova Zelanda, “non protette”, arrivano negli uffici delle agenzie del UKUSA). Come risultato delle rivelazioni del mio libro so che si è sviluppato un progetto nell’area del Pacifico per far conoscere e fornire software di crittografia ai soggetti più vulnerabili quali ad esempio i movimenti per la democrazia in paesi con regimi oppressivi e dittatoriali. Questo è un metodo efficace per ostacolare le illegittime intrusioni di ECHELON. Un commento finale. Tutti i giornalisti, i commentatori e le “fonti bene informate” affermano che gli intelligence USA hanno messo fuori la Nuova a metà degli anni ‘80. Questo è completamente falso. Il lavoro di intelligence fornito dall’agenzia neozelandese non si è mai arrestato, anzi bisogna sottolineare che negli ultimi dieci anni c’è stata una maggiore integrazione della Nuova Zelanda nel sistema USA. Praticamente tutto nell’equipaggiamento che viene usato dal GCSB dai manuali, al modus operandi, ai codici e tutto il resto viene interamente fornito dagli alleati del UKUSA (ciò di solito significa, in pratica, dalla National Security Agency - USA). Lo stesso discorso vale anche per le agenzie canadese e australiana. Quello che principalmente
protegge queste agenzie dal cambiamento è la loro segretezza. Il
giorno che il mio libro è uscito nelle librerie, senza alcuna precedente
pubblicità, c’è stata una riunione durata tutto il giorno
dei burocrati dell’agenzia di intelligence al dipartimento del Primo Ministro
per provare a decidere come si sarebbe potuta impedire la distribuzione
e la circolazione del libro. Per poi eventualmente concludere che i costi
politici sarebbero stati troppo alti. Ed è facile comprendere perché
fossero così agitati.
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