|
italia.it e la trasparenza di Francesco
Rutelli
Roma, 28 novembre 2007
Italia.it continua a scuotere il
palazzo romano. Ieri il vicepresidente del Consiglio Francesco Rutelli è
stato ascoltato dalla commissione Industria del Senato perché così aveva
richiesto il gruppo di Forza Italia e da lì ha voluto diffondere alcune
proprie convinzioni: il portalone del turismo è un fallimento ma l'idea
andrebbe salvata; la spesa non ha finora superato il milione di euro;
sui conti c'è la massima trasparenza.
Ci vuole una bella faccia tosta a dire una cosa del genere!!!
In particolare il vicepremier con delega turistica ha spiegato che
l'idea di Italia.it era buona: "Non dobbiamo desistere dall'idea di
dotare l'Italia di un portale turistico, non abbandoniamo l'idea di
dotarci di questo veicolo di comunicazione" pur ammettendo che è
"evidente che ci troviamo di fronte ad un progetto legittimamente
ambizioso che ha dimostrato di non funzionare". A suo avviso, anzi, "la
mostruosità di questo apparato ha finito per travolgere le più buone
volontà degli attori". Attori che, in particolare, sono l'ENIT,
l'Agenzia nazionale del Turismo.
A suo avviso inoltre si è speso pochissimo per il portale. A molti mesi
dall'evidenziazione del fallimento, Rutelli ha finalmente tirato fuori
delle cifre. Il "pochissimo" è "si e no un milione", sebbene
come noto i
finanziamenti per le Regioni e la redazione del sito ammontino a 45
milioni.
Ma Rutelli ha anche parlato di trasparenza. Ha infatti comunicato di
aver inviato alla procura generale della Corte dei Conti tutti gli atti
sul portale spiegando di averlo fatto "come pubblico ufficiale per una
esigenza di trasparenza". Il vicepremier non ha invece commentato il
fatto che per ben due volte i cittadini abbiano chiesto di poter vedere
quegli atti e che per ben due volte il suo Governo abbia negato
l'autorizzazione.
Qui
trovate un riassunto
L'audizione di Rutelli secondo l'ex ministro all'Innovazione Lucio
Stanca è offensiva, in quanto si tenta di scaricare il barile del
fallimento sul precedente Governo. In una nota diffusa ieri alla stampa,
Stanca ha dichiarato: "Se il Governo è incapace di realizzare un portale
italiano del turismo all'altezza di un Paese come il nostro, è meglio
lasciar perdere". "Tutti i nostri maggiori concorrenti - ha spiegato
Stanca riferendosi ad altri paesi - hanno da anni realizzato siti
pubblici nazionali per la promozione della loro offerta turistica".
Stanca ha quindi rivendicato il merito "di aver promosso il portale
Italia.it come iniziativa di grande innovazione e notevoli prospettive
per promuovere il nostro sistema turistico, di aver reperito i fondi non
solo per realizzarla, ma anche per gestirla e promuoverla a livello
internazionale negli anni futuri".
E ha anche ricostruito le spese effettuate. "Dopo aver speso all'incirca
un milione di euro dei 45 complessivamente programmati - ha evidenziato
- con il cambio di legislatura è stato lasciato all'attuale Governo il
compito di portare avanti il progetto. Nel "passaggio di consegne" era
stata indicata chiaramente la necessità di stipulare al più presto, con
i 25 milioni di euro a ciò destinati, le previste convenzioni con le
regioni per popolare il portale dei contenuti digitali necessari e
l'opportunità di applicare alle imprese fornitrici le penali per la
parte della fornitura riguardante la scarsa qualità dei dati forniti,
come aveva suggerito l'Avvocatura Generale dello Stato, da me stesso
interpellata".
A fronte di tutto questo, attacca l'ex ministro, "dopo oltre 10 mesi
dalla nascita del Governo, il Ministro Rutelli presentava il 21 febbraio
scorso il Portale rendendolo disponibile al pubblico con un livello
qualitativo delle informazioni assolutamente insoddisfacente. Oggi
invece, dopo ben 18 mesi dalla presa in carico del progetto, sembra ne
voglia decretare la chiusura".
A suo dire, Rutelli non ha voluto rispondere a dovere sul "poco o
niente" fatto dal Governo per il progetto né sul perché la
collaborazione con le Regioni sia fallita, tantomeno avrebbe saputo
rispondere sul futuro di Italia.it.
In conclusione, Stanca "respinge al mittente il tentativo maldestro di
addebitare al precedente Governo le inadempienze e incapacità del
Governo Prodi, da sempre latitante sulla politica dell'innovazione, fino
a privare il nostro sistema turistico di una risorsa innovativa così
necessaria e strategica. Ancora una volta si dimostra che questo Governo
è inadeguato alle esigenze del Paese".
Fonte:
www.punto-informatico.it
Roma 26 Novembre
2007
Italia.it, vogliono nascondere le carte
Ci sono voluti cinque mesi perché dal Governo pervenisse un nuovo no
alla diffusione in pubblico degli atti relativi alla vicenda del
portalone del turismo Italia.it. Può sembrare incredibile ma dopo il
primo niet opposto alla richiesta di più di 1500 utenti italiani, dalla
Commissione che si occupa della gestione dei documenti ne è arrivato un
altro. Anche questa volta è contenuto in una lettera in burocratese, che
tenta di giustificare il motivo per il quale quelle carte non possono
essere diffuse, come aveva invece richiesto l'associazione Generazione
Attiva.
Nella risposta del Dipartimento per l'Innovazione e le Tecnologie che fa
capo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, si legge:
"Il dipartimento per il coordinamento amministrativo ha trasmesso a
questo Ufficio la lettera del 25 Luglio 2007 diretta anche a codesta
Associazione, con la quale è stata trasmessa la richiesta volta ad
ottenere il rilascio della documentazione attinente la realizzazione del
progetto portale turismo italia.it.
Questo dipartimento ha ritenuto di richiedere il parere della
Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi sul procedimento
amministrativo, come previsto dalle leggi n 241/90 e n. 15=05, al fine
di verificare la sussistenza o meno della legittimità, per codesta
Associazione, di esercitare l'accesso alla documentazione suddetta.
A seguito dell'esame della domanda, la commissione ha concluso, con un
motivato parere, che la domanda di accesso, come formulata da codesta
Associazione, "...non rientra tra i diritti specifici dei consumatori...in
quanto finalizzata genericamente a conoscere i costi della pubblica
amministrazione, in funzione di un generico ed indistinto interesse al
contenimento della spesa pubblica".
Pertanto, conformemente alla pronuncia della Commissioni, si porta a
conoscenza che la prodotta richiesta di accesso non può essere accolta".
Una risposta che, com'è ovvio, in un'epoca in cui si inneggia alla
trasparenza concessa dalle nuove tecnologie, non può che suscitare
polemiche fortissime. Tanto più che riguarda una spesa controversa,
sulla quale il Governo ha già fatto clamorosamente retromarcia e che è
relativa proprio ad Internet, il mezzo sul quale è stato documentato
giorno per giorno da molti, Scandalo Italiano in primis, l'incedere del
letale progetto di Italia.it.
Proprio su Scandalo Italiano ora si parla del "muro degli impuniti", una
indignazione condivisa anche dai blogger e che disegna un quadro a tinte
fosche. Le spese previste per il portalone del turismo, e ancor di più
la decisione del Governo di cessare i finanziamenti, avrebbe secondo
molti dovuto indurre ad una immediata totale trasparenza degli atti
amministrativi che riguardano il portale, dalla sua nascita fino ad
oggi. Million Portal Bay parla di "doppiezza", Ischiablog parla di
"occultamento" della documentazione e via dicendo.
Difficile prevedere a questo punto se e quando l'Esecutivo riterrà
necessario informare i cittadini italiani di come siano stati buttati al
vento tanti denari pubblici.
Fonte:
www.punto-informatico.it |