Alla fine ce
l’hanno fatta. Il sito italia.it è stato pubblicato.
Bene, dovrebbe essere intesa come una notizia positiva… Invece abbiamo
perso l’ennesima occasione per non farci vedere ridicoli agli occhi del
mondo. Sì perchè il sito, anche se per qualcuno può sembrare carino
graficamente, è un insulto a chi lavora in questo campo.
E’ costato 45 milioni di euro tra strutture, realizzazione e data-entry.
Leggo in un altro blog che 100 mila euro sono solo per il
logo.
Mamma mia che spreco…. Conosco gente che per un centesimo avrebbe
realizzato molto di meglio.
Realizzazione tecnica… In un sito della pubblica amministrazione non
dovrebbe esistere flash, se non per video o contenuti multimediali
appositamente separati in un’area specifica, invece qui siamo di fronte
a un sito che sembra fatto una decina di anni fa con un pesante e
abusato uso di flash. Ma stiamo scherzando? Devo saltare 3 (sì, proprio
tre) introduzioni per arrivare ai contenuti? E stendiamo un velo pietoso
su come è stato realizzato il codice…
Ripeto un insulto a chi come me lavora in questo campo, uno spreco di
soldi pubblici, presumo che ci sia sotto il solito giro di
raccomandazioni politiche all’italiana altro che il paese della qualità
(come recita il motto del sito). Una cosa, che personalmente, mette
molta rabbia e non stimola per niente a fare il proprio lavoro.
Se volete potete farvi un’idea più precisa leggendo altri commenti sul
sito italia.it andando
qui
e qui.
Questi due post trattano sicuramente in modo più approfondito il
discorso del solito “scandalo” italiano.
Pubblicato alle 11:26 il 23.02.07. Categorie: Web, Siti, Italia.
La pressione di Scandalo Italiano
sulle istituzioni ricollegate al progetto Italia.it ha ottenuto un primo
importante risultato: avere una serie di punti fermi sui conti del
famigerato sito, così da cancellare la nebbia lasciata dalle precedenti
dichiarazioni confuse e fuorvianti rilasciate nel tempo. L'obiettivo è
stato raggiunto grazie ad un contatto tra Luca Carlucci, responsabile
del blog, e Lelio Alfonso, responsabile della comunicazione del Governo.
Lelio Alfonso ha
risposto con precisioni alle mirate domande di Carlucci
(approfondendo dunque quanto solo accennato in una precedente intervista
pubblicata su
Punto Informatico) e la cosa ha permesso di ottenere il seguente
quadro della situazione:
«45 milioni (dal "Fondo di finanziamento per progetti strategici nel
settore informatico". allocazione: 20 per realizzazione+promozione; 21
alle regioni per contenuti; 4 per contenuti "redazione nazionale")»
«2,1 milioni (contributo dalle regioni del 10% su 21 milioni a loro
destinati)»
«9 milioni (da fondi Ministero Ambiente - vedi Legge 14 maggio 2005, n.80,
art.12, commi 8-11)»
«2 milioni per promozione del portale (da D.P.C.M. 22.07.2005)»
Totale: 58,1 milioni di euro, di cui già impegnati:
«9.6 milioni (appalto a RTI IBM/ITS/Tiscover per realizzazione
piattaforma tecnologica, IVA compresa)»
«1,237 milioni per spese appalto, studio di fattibilità e altre
incombenze preliminari»
«21 milioni alle regioni per contenuti (attualmente in fase di
assegnazione)»
«2,1 milioni dalle regioni per contenuti (idem)»
«2 milioni per promozione del portale»
Totale: 35.9 milioni di euro. Rimangono non impegnati, pertanto, 22.2
milioni di euro «di cui 11, nella disponibilità del DIT, destinati al
miglioramento di piattaforma e funzionalità dell'attuale portale, e 9
nella disponibilità del ministero dell'Ambiente».
Tra le parti sembra essersi creato un canale comunicativo molto utile
per fare chiarezza e la posizione di Lelio Alfonso potrebbe in tal senso
attutire gli attriti che il silenzio "dall'alto" hanno esasperato dopo
la contestata introduzione di Italia.it sul panorama web.
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