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La mappa
della rete
Un mese fa lo studio di
design Information architects,
di Tokyo, ha pubblicato online una mappa incredibile: si chiama Web
trend 2009 e mostra i siti internet più importanti del momento (sono
oltre trecento) selezionati in base al successo, alla solidità
economica, al rapporto con gli utenti e a quello con la concorrenza.
Gli autori della mappa hanno fatto una scelta intelligente: per
rappresentare i collegamenti tra i siti hanno usato lo schema della
metropolitana di Tokyo. Questo perché, secondo loro, “la complessità
delle linee della metropolitana è il modo migliore per rappresentare la
rete”.
La mappa è molto bella, anche per chi non la capisce del tutto (e
comunque non è difficile da decifrare). Stamattina l’ho osservata a
lungo, studiandola nei minimi particolari. Mi sono divertito molto a
guardare anche i trend setters, i protagonisti dietro le quinte, come
l’icona di Steve Jobs o quella di Reed Hastings in piedi accanto alle
società che dirigono, Apple e Netflix. Oltre al suo volume d’affari,
ogni sito è giudicato anche in base a quanto va di moda.
Una stazione per uno
Twitter, per esempio, è associato alla stazione di Shibuya: il posto più
figo del momento. Google è a Shinjuku: significa che è ancora
all’avanguardia e di grande utilità.
MySpace non se la cava benissimo: non è molto grande e si trova su una
sola linea, quella dell’intrattenimento. Il suo posto è stato usurpato
da Facebook. Lì convergono tre linee della metro (applicazioni,
intrattenimento e identità), ha un trend setter (Mark Zuckerberg) e in
generale ha più successo e solidità economica.
Sulla mappa c’è anche Pirate Bay: una volta l’ho usato per cercare una
copia di Nostalghia, un film di Andrej Tarkovskij, e mi ha colpito la
quantità di materiale disponibile e la semplicità del sito. Mi sorprende
che l’Atlantic non sia sulla mappa: personalmente preferisco leggere gli
articoli di Robert Kaplan invece che quelli di Arianna Huffington.
Il successo di Google è meno sorprendente di quello dei suoi progetti
satelliti: Google Maps, Docs e Analytics hanno tutti il loro spazio. La
stazione di Flickr non è molto alta (strano), ma in compenso sembra
molto solida. In più si trova su uno snodo dove si incrociano le linee
della creatività, della conoscenza e della selezione.
Su Informationarchitects.jp ci sono anche le mappe degli anni scorsi (in
tutto sono quattro) ma questa secondo me è la migliore. Certo, non è
facilissima da capire. Ma è entusiasmante il fatto che una sola
immagine, anche se così complessa, riesce a raccontarti un mucchio di
cose.
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La mappa.
Web trend 2009 è una mappa che mostra i siti più importanti di internet
organizzati secondo lo schema della metropolitana di Tokyo. Ogni sito è
rappresentato in base al traffico, al volume d’affari, all’anno in cui è
stato fondato, al proprietario e alle sue caratteristiche.
Le linee della metropolitana riflettono una rete di associazioni: alcune
precise, altre più provocatorie, curiose o ironiche. Per esempio:
Twitter è a Shibuya, la stazione che va più di moda in questo momento.
Google e il suo network sono intorno alla stazione di Shinjuku, la più
trafficata del mondo. Il New York Times è a Sugamo, che le nonne di
Tokyo considerano il paradiso dello shopping. Perché abbiamo scelto
proprio la metropolitana di Tokyo? Perché ci piace.
Potete valutare ogni sito in base alle dimensioni (altezza e larghezza)
e alla posizione del suo “segnaposto”. L’altezza di ogni stazione
rappresenta il successo (calcolato in base a traffico, ricavi e
attenzione dei media). La larghezza, invece, illustra la solidità
economica. La posizione sulla mappa – più o meno vicino a una linea
principale della metropolitana – indica se appartiene al centro o alla
periferia del mondo tecnologico. |