Yeti Leggendario abitante delle
nevi dell'Himalaya dall'aspetto di uno sgradevole scimmione e detto perciò anche
"abominevole uomo delle nevi". Una creatura analoga viene chiamata Bigfoot negli
Stati Uniti e Sasquatch (da un termine indigeno) in Canada.
Nelle credenze antiche esistevano esseri a metà
fra uomo e animale, quali Enkidu nell'epopea di Gilgamesh, fauni, satiri e
centauri nella mitologia greca e Grendel nel poema anglosassone Beowulf. Alcuni
esperti sostengono che gli avvistamenti dello yeti siano solo la continuazione
di queste leggende; altri affermano invece che i racconti degli antichi
potrebbero essere una prova dell'esistenza effettiva di queste creature.
Nel 1960 lo scalatore Edmund Hillary diede
inizio alle ricerche, indagando anche su un avvistamento compiuto dallo sherpa
Tensing Norkey, ma non trovò alcuna prova; anche lo "scalpo di uno yeti"
custodito in un monastero tibetano risultò essere un copricapo in pelle di
capra. Da allora gli studiosi hanno raccolto prove (impronte, parti del corpo,
peli e alcune fotografie), hanno preso in esame l'intero patrimonio di credenze
e tradizioni delle regioni in cui è stato avvistato lo yeti, hanno addirittura
stilato dei piani per l'eventuale cattura, ma nella maggioranza dei casi le
prove tangibili si sono rivelate false, o identificazioni errate di impronte di
animali conosciuti.
Notizie recenti sullo Yeti Yeti, peli di una creatura misteriosa trovati nella giungla indiana
di Monica Ricci Sargentini
I test dimostrano
che il materiale appartiene a una specie sconosciuta. Ora si attende l'esame del
Dna
Finora era una di quelle leggende alimentate da continui avvistamenti ma mai
sostenute da uno straccio di prova. Invece ora gli scienziati pensano che
l’abominevole uomo delle nevi sia esistito o addirittura esista davvero. Lo
dimostrerebbero due peli trovati in una giungla indiana dove le popolazioni
locali giurano di aver visto più volte la terribile creatura.
ENTUSIASMO - I test, condotti dalla Oxford Brookes University, dimostrano che il
materiale non appartiene a nessuna specie conosciuta e che ha «un’incredibile
somiglianza» con i peli trovati da Edmund Hillary sull’Himalaya mezzo secolo fa.
«E’ la prova più evidente – ha detto all’Independent on Sunday Ian Redmond,
esperto di scimmie antropomorfe – che lo yeti possa esistere. Siamo entusiasti
dei primi risultati, anche se ci sono ancora molti test da fare». I due peli,
rispettivamente di 33 e 44 millimetri, sono stati trovati sulle colline Garo,
nel nord est dell’India, circa cinque anni fa. Lì la gigantesca creatura,
chiamata dagli indigeni "mande barung" (ovvero "uomo della foresta"), era stata
avvistata per tre giorni di seguito mentre devastava alberi e piante. Il
materiale è poi stato spedito in Gran Bretagna dove è passato all’esame degli
esperti.
PROFILO GENETICO - «Eravamo sicuri che appartenesse a una specie conosciuta – ha
detto ancora Redmond -. Invece no». I peli saranno ora ingraditi da un
potentissimo microscopio e spediti in due diversi laboratori per estrarne il
Dna. Sarà quella la prova del fuoco. Se il profilo genetico non corrisponderà a
nessuna creatura vivente, allora si potrà affermare con sicurezza che lo yeti, o
qualcosa di molto simile a lui, esiste davvero. Come sostengono da anni tante
popolazioni locali sparse nel mondo, dal Canada al Nepal e all’Indonesia.