| La Globalizzazione |
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CULTURA. Un altro caposaldo della politica di globalizzazione è la massificazione culturale, ovvero l'imposizione del modello unico come deterrente alle istanze dal basso ed alle rivendicazioni specifiche. L'idea che il mondo pensi, agisca, consumi e muoia tutto allo stesso modo (quello scelto e gradito dai grandi "manovratori") è di fatto un disegno di normalizzazione studiato a tavolino e messo in atto attraverso l'imposizione di modelli massificanti e innocui. I mezzi di comunicazione giocano una parte fondamentale in questa logica, filtrando in serie messaggi codificati e pronto uso. I modelli americani che ci impone la Tv non sono soltanto icone sociologiche, ma veri e propri modelli a cui, di fatto, dobbiamo tendere in nome del progresso. Un mondo di zombie in serie, di parassiti incapaci di reagire, schiacciati sotto il peso dell'ineluttabilità del destino. Ma, quel che è peggio, sottomessi in maniera consapevole, quasi entusiastica poiché tutto ciò che ci è messo a disposizione rappresenta, in una visione distorta e semplicistica del termine, l'avvenire, il progresso. Non importa che da Mosca ci arrivino immagini di uomini morti assiderati o di fame fuori dalle scintillanti vetrine di McDonald's: l'importante è che a Mosca ci sia Mc Donald's, che la globalizzazione del cibo faccia da volano a quella delle abitudini e del pensiero. Nomi, etichette, slogan: tutto in serie, tutto codificato e testato scientificamente dalla fabbrica della "lobotomia sociale". La logica è cambiata, la finalità no: un tempo si usava la "repressione morbida", ora l'accettazione acritica. Ovvero, gli indiani furono sterminati attraverso l'alcool, i Black Muslims di Malcolm X attraverso la droga: noi, annegati in fiumi di Coca Cola e ingozzati di Big Mac. Sembra ridicolo, ma è drammaticamente così. DISPERAZIONE E MISERIA STRUTTURALI. All'interno del processo di massificazione mondialista gioca un ruolo fondamentale la miseria strutturale. Ovvero, la logica di lasciare 4/5 del pianeta a dividersi il 20 per cento delle risorse e un 1/5 del mondo pronto ad ingozzarsi l'80 per cento. Il mantenimento dell'ignoranza e dell'arretratezza culturale in molti paesi è di fatto una leva di fondamentale importanza per due motivi: la ricattabilità totale, visto che i "signori del mondo" sfruttano le risorse naturali dei paesi arretrati (diamanti, minerali, petrolio, ecc..) ed il business non solo economico dell'immigrazione selvaggia. Attraverso questa, infatti, si garantiscono introiti sicuri alle organizzazioni criminali del trasporto di clandestini, che poi riciclano il denaro attraverso finanziarie e istituti off-shore "rispettabilissimi", e si dà ulteriore impulso al processo di distruzione identitaria dei popoli attraverso le invasioni di immigrati nell'impianto sociale. Mauro Bottarelli |
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