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massoneria influenza di nascosto politica, economia e televisione. Lo Stato
sostiene le logge segrete all'insaputa del contribuente. Ecco i nomi degli
adepti.
Politici, banchieri, medici, architetti, imprenditori, poliziotti, giornalisti. Si aiutano come fratelli per accedere ai posti chiave e si arricchiscono a spese del contribuente. L'Inchiesta si è infiltrata nel Ticino occulto delle logge. "Ritengo che noi svizzeri abbiamo già fatto troppo per gli stranieri. Vorrei trovare persone che la pensano come me". Con queste parole un giornalista dell'Inchiesta in incognito ha contattato dei massoni ticinesi, fingendosi intenzionato a entrare in una loggia segreta. Un secondo giornalista, spacciandosi per studente, ha contattato un centinaio di personalità ticinesi fingendosi interessato a scrivere una tesi di laurea sulla massoneria in Ticino. Con le due mascherate L'Inchiesta ha raccolto informazioni scottanti e ha scovato politici, medici, banchieri, imprenditori, giornalisti e poliziotti legati alle logge segrete. Per essere massone bisogna pagare molti soldi. Ogni loggia ha un fondo di solidarietà, dove i "fratelli" (così si chiamano i massoni tra di loro) versano l'1% del reddito. Devono poi contribuire con una donazione personale libera. Gli importi versati ad alcune fondazioni massoniche si possono dedurre dalle imposte. Se ad esempio un massone versa fr. 1'000.-, lo Stato gli riduce le imposte da fr. 200.- a fr. 400.-, a dipendenza del reddito. I più ricchi beneficiano degli sgravi maggiori. La perdita per le casse dello Stato viene compensata dalle imposte pagate dagli altri contribuenti. L'opinione pubblica però non lo sa. In Ticino è possibile dedurre dalle imposte le donazioni elargite a molti enti di beneficienza. E alcune fondazioni massoniche sono considerate tali. Ma la lista di questi enti è segreta, così come è segreto tutto il mondo che circonda la massoneria. I massoni possono negare pubblicamente di far parte di una loggia. E la maggioranza sceglie questa via. In ogni caso nessun massone può svelare i nomi dei suoi fratelli. Interpellato dall'Inchiesta, Jean-Pierre Dousset, cancelliere della Gran Loggia Svizzera Alpina, si è rifiutato di fornire la lista degli affiliati in Ticino. "Provi a chiedere al parrocco del suo villaggio la lista dei cattolici praticanti" ha detto. I massoni credono nella libertà, nell'uguaglianza, nella tolleranza e nella solidarietà. E soprattutto nell'aiuto reciproco, sia in politica che sul piano professionale. L'entrata di Giorgio Giudici, oggi sindaco di Lugano, nella loggia segreta Il Dovere è coincisa con l'inizio della sua carriera politica. Il Dovere, tra le altre cose, ha creato una fondazione a favore dell'Università della Svizzera italiana (Usi). L'università però non è legata soltanto alla massoneria, ma anche al movimento cattolico fondamentalista Comunione e liberazione (Cl). Apparentemente un paradosso. La chiesa cattolica infatti, e in particolare il defunto vescovo Eugenio Corecco esponente di spicco di Cl, ha sempre condannato la massoneria. In passato i principi massonici erano considerati inconciliabili con la dottrina cattolica. Oggi però in Ticino c'è un nuovo vescovo, Giuseppe Torti, più possibilista al riguardo. Tra gli artefici dell'Usi ci sono illustri personaggi legati alla massoneria: Giorgio Giudici, presidente del consiglio di fondazione, Giuseppe Buffi, presidente del governo e capo dipartimento istruzione, Mauro Dell'Ambrogio, segretario scientifico. Nella galassia di fondazioni che ruotano attorno all'Usi figurano anche il medico Giorgio Salvadè (ex municipale Ppd a Lugano) e l'avvocato Renzo Respini (ex consigliere agli Stati Ppd). Tutti e due vicini a Cl e con importanti amicizie negli ambienti massonici. Ma le ramificazioni culturali dei massoni ticinesi non finiscono qui. Tra gli organizzatori della Primavera concertistica di Lugano ci sono Giorgio Giudici, Giorgio Savadè, Fernando De Carli e Fabio Amadò. Tutte persone legate al mondo massonico ticinese e che tramite sponsorizzazioni si garantiscono appoggi incrociati. Al finanziamento dei concerti partecipano infatti banche, città di Lugano, Ente turistico, Kursaal, Rtsi, eccetera. Tutti enti ai cui vertici siedono persone molto vicine alle logge segrete. Anche la televisione è affollata di personaggi legati alla massoneria. Dino Balestra, direttore Tsi, Salvatore Maria Fares, giornalista alla Rsi, Giovanni Cossi, assistente di direzione, Filippo Lombardi e Alberto Ménasche dirigenti di TeleTicino. "Nego che via sia una concentrazione di massoni nel settore dell'informazione" dichiara Ménasche all'Inchiesta. Anche Claudio Generali, presidente della Banca del Gottardo e della radiotelevisione pubblica (Corsi), non nasconde la sua simpatia per il movimento. "Tutti i miei idoli inglesi erano massoni" ha dichiarato al giornalista dell'Inchiesta in incognito. Un altro settore in odore di massoneria è la polizia. Due ex comandanti, Mauro Dell'Ambrogio e Franco Ballabio (già divisionario) sono vicini alle logge, come Remo Regazzoni, ex delegato a Lugano, e Rudy Fornaroli, ex agente della cantonale. Un altro massone poliziotto è il tenente Giorgio Berta (Polcomunale Lugano), pescato con le mani nel sacco mentre rubava dai parchimetri. Il suo fratello massone Giorgio Giudici l'ha sempre difeso, minimizzando il suo reato. Il presidente della Lega Giuliano Bignasca si è dimostrato particolarmente abile nel trattare con i massoni. Il suo settimanale Il Mattino della domenica attacca politici a destra e a manca, ma in genere lascia stare i massoni. In cambio i fratelli delle logge occulte gli offrono la loro protezione. "Non perdete tempo" ha scritto Bignasca al finto studente dell'Inchiesta. "C'è forse una "masoneria". La sola...". Il presidente leghista allude alla famiglia Masoni. Franco, padre della consigliera di Stato Marina, è stato per lunghi anni uno dei fratelli ticinesi più potenti. Masoni ha beneficiato di grossi appoggi delle banche luganesi, dove siedono illustri massoni. Oggi Bignasca ha precetti esecutivi per 67 milioni di franchi. Ma le banche finora non hanno mai chiesto il suo fallimento. Uno dei suoi maggiori creditori è l'Ubs. Nei confronti del presidente leghista la banca ha precetti in sospeso per 29 milioni. E proprio all'interno dell'Ubs il vertice della massoneria ticinese è ben rappresentato. Mauro Rossi, Venerabile della loggia Brenno Bertoni, è membro del consiglio di direzione e responsabile delle banconote e dell'oro. Fulcieri Kistler, ex direttore dell'Ubs Ticino e delegato dell'Università ticinese per i rapporti con il mondo economico, nega di far parte della massoneria. Ammette però di avere molti amici massoni che l'hanno invitato più volte a entrare nelle logge segrete. Bignasca non ha solo debiti con le banche, ma anche con lo Stato. E pure qui gode di protezioni eccellenti legate alla massoneria. Alla città di Lugano Bignasca deve circa 300 mila franchi. Nel contempo siede in municipio, accanto al fratello Giorgio Giudici. Bignasca deve oltre un milione di franchi alla cassa di compensazione Avs, amministrata dal dipartimento economia e finanze diretto da Marina Masoni, figlia di Franco, influente massone. Il vice di Masoni è Sergio Morisoli, un altro personaggio che ha amicizie nel mondo massonico. "Non sono massone ma ho le mie conoscenze" ha dichiarato Morisoli al finto studente dell'Inchiesta. "Farò in modo che qualcuno la contatti". Copyright
© L'Inchiesta, 3.2000, maggio
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