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otto le logge massoniche in Ticino. Per un totale di circa 350 fedeli.
Quelle che più contano si trovano nel Sottoceneri.
Dopo Ginevra e Zurigo, il Ticino è il cantone col maggior numero di massoni: circa 350. La parola "loggia" indica il luogo dove si riuniscono i fratelli. In Ticino ve ne sono otto. In Svizzera una settantina, raggruppate nella Grande Loggia Svizzera Alpina, nata nel 1844. La prima fu fondata nel 1736 a Ginevra. In Ticino nel 1877, quando a Lugano viene inaugurata la Loggia Ticinese che più tardi diventerà Il Dovere. Anche oggi il centro di potere della massoneria ticinese è a Lugano. Oltre al Dovere, c'è la Brenno Bertoni e la Signa Hominis. Il Dovere è la più grossa con oltre un centinaio di adepti, tra cui il sindaco di Lugano Giorgio Giudici. Il capo della loggia, chiamato Venerabile, è Franco Sorgesa, ex direttore di Danzas Ticino. In teoria tra i massoni le discussioni politiche sono vietate. In pratica però soprattutto in questa loggia è proprio la politica a tenere banco. La Brenno Bertoni, fondata nel 1982, è considerata dagli stessi massoni come la "punta di diamante" del movimento svizzero a livello culturale. È una loggia piccola: una trentina di membri. Il Venerabile è Mauro Rossi, membro di direzione Ubs, responsabile delle banconote e dell'oro. La Signa Hominis, nata nel 1984, conta una cinquantina di fratelli. Si riunisce all'Hotel Arizona di Lugano. Anche la Helvetia di Bellinzona, nata nel 1986, conta una cinquantina di membri. È la più elitaria delle logge. Il contributo richiesto ai fedeli supera fr. 3'000.- all'anno. Le altre logge sono meno importanti, sia numericamente che a livello di potere. Sono il circolo La Fenice di Bellinzona, il circolo Acacia di Biasca e il circolo Verbano di Locarno. Infine c'è la loggia Veritas di Ascona, creata nel 1984. È sostenuta finanziariamente da Il Dovere e riunisce quasi esclusivamente fratelli di lingua tedesca. In genere le logge si riuniscono da una volta al mese a una volta alla settimana. L'assiduità è obbligatoria. Dopo il lavoro rituale i fratelli si prendono per mano eseguendo la cosiddetta "catena d'unione". Il simbolo che gli adepti resteranno uniti in uno spirito di "fraternità indefettibile". Copyright © L'Inchiesta, 3.2000, maggio |
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