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I loro mariti
svolgevano lo stesso lavoro ed erano proprietari di un'automobile della
stessa marca e di identico colore. Entrambe le coppie si erano sposate
esattamente tre anni e mezzo prima, nello stesso giorno. I due uomini erano
nati nello stesso anno, mese e giorno; identica circostanza per le loro
mogli. Le due donne avevano i capelli castani e gli occhi azzurri, la stessa
altezza e lo stesso peso. Entrambe le coppie avevano comprato nello stesso
giorno un cane a cui avevano dato il nome di Spot.
Esistono molti
altri casi ancora in cui le vite di alcuni individui presentano somiglianze
impressionanti. L' 8 novembre del 1981 "Il Giornale d'Italia" riportò
un fatto incredibile relativo alla morte contemporanea di due fratelli.
Ada e Guido P. cessarono di vivere alla stessa ora, in circostanze analoghe
e per cause identiche. I fratelli morirono l'uno distante dall'altro circa
300 chilometri. Il professore Guido P. docente alla "Normale" di Pisa con
la sua "127" nei pressi di Pisa, causa un probabile malore, perde il controllo
dell'auto e va a schiantarsi contro un albero. Soccorso, muore prima di
arrivare in ospedale, sono le tredici. Alla stessa ora, a Milano, sua sorella
Ida, pure insegnante, mentre guida la sua auto veniva colta da un malore
e andava a sbattere violentemente contro un albero, morendo.
Non meno sconcertante
è il caso narrato dal professor T. Bouchard dell'Università
del Minnesota sul "Corriere del Medico" del 12 giugno del 1980. I gemelli
Jim Springer e Jim Lewis erano stati adottati da due famiglie dell'Ohio
e nessuno dei due sapeva dell'esistenza dell'altro. Entrambi si laurearono
in legge e iniziarono a lavorare part-time come aiuto sceriffo. Tutti e
due scelgono la Florida per trascorrere le ferie. Acquistano un cane che
chiamano Toy. Le loro mogli si chiamano, entrambe, Linda. Divorziati, sposano
due ragazze di nome Betty. I figli si chiamano James Allan. Fumano le stesse
sigarette e si intendono tutti e due di falegnameria.
Le
foto del diavolo
Un altro fatto
che merita di essere raccontato si è verificato recentemente in
Germania. Franz Block, un professore tedesco, si è accorto con raccapriccio
di essere venuto in possesso, casualmente, di una macchina fotografica,
che getta il malocchio alle persone ritratte con essa. Il signor Block
ha scoperto che dei dieci amici fotografati: sei erano morti in incidenti
stradali, uno in un incendio, due annegati mentre erano a pescare con la
barca e il decimo morto strozzato da un ossicino del pollo che stava mangiando.
La scoperta
più agghiacciante il professore l'ha fatta quando, indagando per
curiosità su uno dei tanti passanti che apparivano per caso sulle
foto, ha saputo che era stato stroncato, due giorni dopo la foto, da un'emorragia
cerebrale. Franz Block ha subito donato l'apparecchio fotografico ad alcuni
studiosi di parapsicologia e, terrorizzato, ha detto: "Questa macchina
fotografica è stata fabbricata dal diavolo in persona e viene direttamente
dall'inferno".
Abramo
Lincoln e John Fitzgerald Kennedy
Misteri analoghi
a quelli finora raccontati costellarono persino la vita e la morte dei
presidenti americani Abraham Lincoln (1809-1865) e John Fitzgerald Kennedy
(1917-1963). Si racconta inoltre che Lincoln appaia sempre alla vigilia
della morte di un altro presidente e pare, infatti, che sia apparso anche
a John Kennedy il giorno prima di partire per Dallas, sua ultima fatale
visita. Tantissime e straordinarie furono le coincidenze, che costellarono
la vita e la morte di questi due presidenti. Troppe, per essere sbrigativamente
attribuite al caso.
Innanzitutto,
Lincoln venne eletto presidente nel 1860. Kennedy, esattamente 100 anni
dopo, nel 1960. Lincoln fu ucciso di venerdì, alla presenza della
moglie. Anche Kennedy venne assassinato mentre era al fianco di sua moglie,
e di venerdì. Ad entrambi i presidenti spararono, e tutti e due
furono colpiti da dietro e alla nuca. Subito dopo l'attentato, ricevettero
i primi soccorsi dalla propria moglie. Lincoln e Kennedy morirono senza
riprendere conoscenza.
Oltre ai particolari
della morte in comune, ne esistono altri. La moglie del presidente Lincoln
perse un figlio, mentre risiedeva alla Casa Bianca. La stessa cosa accadde
alla moglie di Kennedy. Sia Lincoln che Kennedy avevano avuto 4 figli e,
al momento della loro uccisione, solo 2 di questi erano vivi. Il vice di
Lincoln si chiamava Johnson ed era nato nel 1808. Il vice di Kennedy si
chiamava, pure, Johnson ed era nato nel 1908, a distanza di 100 anni esatti
dall'altro.
L'assassino
di Lincoln si chiamava John Wilkes Bootk ed era nato nel 1839. L'assassino
di Kennedy, Lee Harvey Oswald, era nato nel 1939, 100 anni dopo l'altro.
E', pure, perlomeno curioso osservare che la somma delle lettere che compongono
nome e cognome dell'assassino di Lincoln dà 15 come totale e così
è anche per l'assassino di Kennedy.
Ma le coincidenze
straordinarie non finiscono qui. John Wilkes Booth e Lee Harvey Oswald
erano entrambi sudisti. Tutti e due i presidenti avevano condotto aspre
battaglie per i diritti civili dei negri: Lincoln con il Proclama di Emancipazione
e Kennedy con la legge sui Diritti Civili. Al momento dell'attentato Lincoln
e Kennedy si trovavano assieme, oltre alle proprie mogli, ad una coppia
di amici. Per quanto riguarda le coppie di amici, le donne rimasero illese,
gli uomini furono feriti dagli attentatori (il maggiore Rathbone nel 1865
e il governatore Connally nel 1973).
Il segretario
di Lincoln si chiamava Kennedy e cercò di dissuadere il presidente
dall'andare a teatro quella sera. La segretaria di Kennedy si chiamava
Lincoln e, anche lei, tentò di convincere il presidente a non andare
a Dallas. Un altro fatto abbastanza singolare è che il marito della
donna si chiamava Abraham, come Lincoln. Quando avvenne l'attentato, Kennedy
stava attraversando le vie di Dallas su un'auto - guarda caso - di marca
Lincoln, prodotta dal gruppo Ford. Booth assassinò Lincoln in un
teatro e si rifugiò in un magazzino. Oswald sparò a Kennedy
da un magazzino e si rifugiò in un teatro. Booth spirò 11
giorni dopo Abramo Lincoln, entrambi alle 7,20 del mattino. Oswald morì
48 ore dopo Kennedy, pure, alla stessa ora, le 13. A Lincoln successe Andrew
Johnson e a Kennedy Lindon Johnson. Durante il loro ultimo anno di presidenza,
sia Andrew sia Lindon Johnson furono travolti da uno scandalo politico,
che impedì loro di candidarsi per un nuovo mandato.
Alcuni studiosi
attribuiscono ai numeri particolari poteri. Vi sono strabilianti casi di
ciclicità storica. Mouèsan de la Villoret enuncia, al proposito,
sette leggi. La prima afferma che esiste "...un rapporto costante fra il
numero effettivo dei capi di uno Stato o dei principi di una dinastia e
la somma delle cifre, sia della prima, che dell'ultima data o delle due
riunite".
Studiando la
dinastia dei Merovingi, Mouèsan de la Villoret scoprì che
l'incoronazione di Clodione, primo re, si verificò nell'anno 427,
che, sommato a sé stesso, (4+2+7) dà 13 e che anche quella
dell'ultimo re, Childerico II, che avvenne nell'anno 670, (6+7) dà
ancora 13. I re Merovingi furono 13.
Un altro enunciato
afferma che, capovolgendo la data iniziale di una monarchia, si ottiene
l'anno della sua fine. Ad esempio, l'anno d'inizio dei Carolingi: il 789
invertito ci dà l'anno dell'estinzione della monarchia carolingia.
Il dogato di Venezia ha inizio il 697; invertendo l'anno in questione si
ottiene quello della sua fine: 1796.
Il numero 3
influenzò, con insistenza, la vita del principe Bismark. Egli, infatti,
servì 3 sovrani, combattè 3 guerre, fu l'artefice della stipulazione
di 3 trattati di pace, rese possibile l'incontro di 3 inperatori e preparò
la Triplice Alleanza. I simboli araldici del suo casato furono le foglie
del trifoglio e 3 foglie di quercia col motto "In trinitate rebur". Ebbe,
ancora, 3 figli, 3 possedimenti e controllò 3 partiti: i conservatori,
i liberali e gli ultramontani.
In relazioni
a certi cicli, che segnano eventi luttuosi, vi è un esempio molto
illuminante ci viene dalla storia dei re d'Inghilterra. Sto parlando del
"sabato nero" della monarchia inglese. Un sabato, il 18 marzo del 1702,
morì Guglielmo II. Un sabato, l'1 agosto del 1704, trapassò
la regina Anna. Anche di sabato, il 10 giugno 1727, morì Giorgio
I° e, sempre di sabato, il 25 ottobre 1760, si spense Giorgio II°.
Di sabato morì anche Giorgio III°, era il 30 gennaio 1820. Ancora
di sabato, il 26 giugno 1830, morì Giorgio IV. Identica sorte toccò
ad Eduardo VII, quando morì era sabato 7 maggio 1910.
Numeri
e date sconcertanti
J. G. Bourgeat
illustra un interessante esempio di queste sottili relazioni, a dir poco
singolari, fornendo un eclatante esempio col numero 539. Riassumo lo studio
di Bourgeat, che, a sua volta, trae dal libro "Ricerche sulle funzioni
provvidenziali delle date e dei nomi negli annuali di tutti i popoli":
Sommando all'anno
di nascita di Luigi IX, (23 aprile) 1215, il numero 539 otteniamo l'anno
di nascita di Luigi XVI, (23 agosto) 1754. Addizionando il 539 al 1225,
anno di nascita della sorella di Luigi IX, Elisabetta, otteniamo 1764,
che è l'anno in cui nacque la sorella di Luigi XVI, pure di nome
Elisabetta. Aggiungendo il 539 all'anno della morte, il 1226, del padre
di Luigi IX, Luigi VIII, otteniamo 1765, che è l'anno di morte del
padre di Luigi XVI, Luigi (Delfino).
Effettuando
la stessa operazione per l'anno di matrimonio di Luigi IX, il 1231 (1231+
539) otterremo come totale 1770, che è l'anno di matrimonio di Luigi
XVI. Addizionando 539 al 1225, anno della maggiore età e del governo
personale di Luigi IX, otteniamo 1774, che corrisponde all'anno dell'avvento
di Luigi XVI. Il 1243, anno in cui Luigi IX stipulò una tregua con
Enrico III, sommato a 539 dà come totale 1782; anno in cui Luigi
XVI iniziò i preliminari della pace con Giorgio III.
Nel 1249 un
nobile orientale, con un ambasciatore, fece sapere a Luigi IX di volersi
convertire al cristianesimo. Addizionando all'anno in questione 539 otteniamo
1788, che corrisponde all'anno in cui un ambasciatore d'Oriente annunciò
a Luigi XVI che il suo principe desiderava abbracciare la religione cristiana.
Il 1250, anno della prigionia di Luigi IX e dell'abbandono dei suoi, sommato
al 539 dà come totale 1789, che corrisponde all'anno della prigionia
di Luigi XVI (5 e 6 di ottobre) e dell'abbandono dei suoi.
Aggiungendo
539 al 1253, anno della morte della madre di Luigi IX, la regina Bianca,
otteniamo 1792 che è pure l'anno della morte del regno di Lys, detta
anche morte della monarchia bianca. Nel 1254 Luigi IX abbandonò
il mondo per farsi Giacobino e, sempre nello stesso anno, visita la Maddalena
in Provence. Sommiamo l'anno in questione al 539 e otteniamo 1793, anno
in cui Luigi XVI è preso dai Giacobini e condotto al patibolo. Viene
inumato nel cimitero della Maddalena dove fu portato dai Provenzali chiamati
Marsigliesi.
Certi numeri
sembrano davvero avere strane relazioni con la vita delle persone. E' il
caso della vita di padre Pio, tutta costellata misteriosamente dal numero
5. Egli nacque il 25/5/1887 alle 5 pomeridiane. L'anno della sua nascita
cadeva nel quinto centenario di quella di san Francesco, perciò
fu chiamato Francesco. Il paese del santo, Pietrelcina, allora contava
5 mila anime. I genitori Orazio Forgione e Maria Giuseppa De Nunzio ebbero
in tutto 5 figli. Entrato nell'Ordine dei Cappuccini prese il nome di San
Pio V, la cui festa cade il 5/5. Ordinato sacerdote a maggio (ancora 5)
del 1910 rimase a Pietrelcina per 5 anni, poi partì per la prima
guerra mondiale. Nell'anno 1918 fu mandato al convento di San Giovanni
Rotondo, in cui vi erano 5 sacerdoti e gli fu assegnata la cella n. 5.
Gli fu data la pensione di guerra di quinta categoria. Dal 5 al 7 agosto
1918, Padre Pio ha il primo e folgorante incontro con Dio. Quarantaquattro
giorni dopo riceverà le Stigmate. La mattina del 5 ottobre 1925
viene operato d'urgenza, di ernia inguinale dal prof. Giorgio Festa.
Padre Pio profetizzò,
nel 1936, la morte di Giorgio V, re d'Inghilterra, il giorno prima. Dopo
l' apparizione delle stigmate fu visitato più volte dal professor
Luigi Romanelli, per volere del Padre Provinciale di Foggia, che nella
relazione finale, tra l'altro, scriveva: "Ho visitato Padre Pio cinque
volte in 15 mesi...". Il 5/5 del 1956 padre Pio inaugura il grande complesso
ospedaliero, da lui voluto e appena ultimato, celebrando la Santa Messa
sulla scalinata dell'ospedale. Le stigmate (5 piaghe, nelle mani, nei piedi
e al costato) hanno segnato le membra del santo frate per 5 decenni.
E che dire
inoltre dei destini replicati dei pontefici Sisto V e Clemente XIV? I due
entrarono dell'ordine dei frati francescani. Furono entrambi innalzati
alla soglia pontificia, eletti all'unanimità, allo scoccare del
64esimo anno. Furono papi per l'identico periodo di tempo: 5 anni, 4 mesi
e 3 giorni. Morirono entrambi a 69 anni.
Coincidenze
impressionanti, vero? Troppo impressionanti e misteriose per non pensare
che nella vita degli uomini non vi siano segrete connessioni, sinapsi in
un fitto reticolo di destini di cui tutti noi facciamo parte.
Giuseppe
Cosco
Per gentile concessione dell'autore. |

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