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Sommario
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È altrettanto interessante notare come, fra le migliaia di persone che ogni settimana ammirano la più spettacolosa chiesa protestante di Manhattan, probabilmente il 99 per cento sarebbe incapace di spiegare perché l'immagine di Einstein figuri in quel luogo. Vi si trova scolpita perché nella generazione passata, quando si discuteva il progetto della chiesa, Harry Emerson Fosdick scrisse ad un gruppo di eminenti scienziati americani domandando che gli fornissero un elenco di quattordici grandissimi uomini nella storia della scienza. I1 suffragio non fu unanime; la maggior parte degli elenchi segnalava Archimede, Euclide, Galileo, Newton. Ma tutti portavano scritto il nome di Albert Einstein. I1 lungo intervallo durato piu di quaranta anni - da quando fu pubblicata la teoria della relatività ristretta nel 1905 - fra la celebrità raggiunta da Einstein e la comprensione di essa da parte del pubblico, misura la lacuna nella cultura delle genti. Al giorno d'oggi la maggior parte di coloro che leggono i giornali sanno in modo molto vago che Einstein ha qualche relazione con la bomba atomica; al di là di questo, il suo nome è sinonimo di alcunché di astruso. Non c'è da meravigliarsi quindi se molti ancora immaginano Einstein come una specie di matematico surrealista, piuttosto che come lo scopritore di leggi cosmiche di grandissima importanza nella faticosa lotta dell'uomo per arrivare a comprendere la realtà fisica. Essi non sanno che la relatività, ben al di sopra del suo significato scientifico, comprende un grande sistema filosofico il quale continua ed illumina il pensiero dei grandi epistemologisti: Locke, Berkeley e Hume. Conseguentemente essi hanno una ben scarsa conoscenza del vasto, arcano e cosi misteriosamente armonioso universo in cui vivono. Albert Einstein, negli ultimi anni lavorò indefessamente intorno ad un problema che lo tormentava da molto tempo. |
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È questa la «teoria del campo
unificato» che espone, con una serie di equazioni fra loro collegate, le leggi
fisiche governanti le due forze fondamentali dell'universo: gravitazione ed
elettromagnetismo. I1 significato di questa teoria può essere apprezzato solo
quando si pensi che virtualmente tutti i fenomeni della natura sono conseguenza
di queste due forze primordiali. Fino a cento anni fa elettricità e magnetismo -
se pure studiati dal tempo dell'antica Grecia - erano considerati come due
fenomeni distinti. Ma gli esperimenti di Oersted e Faraday, nel XIX secolo,
dimostrarono che una corrente elettrica è sempre accompagnata da un campo
magnetico e, reciprocamente, che in certe condizioni forze magnetiche hanno la
possibilità di indurre correnti elettriche. Questi esperimenti portarono alla
scoperta del campo elettromagnetico, attraverso il quale le onde luminose, le
onde-radio, e tutte le altre perturbazioni elettromagnetiche sono propagate
nello spazio. Perciò elettricità e magnetismo debbono essere considerati come
una sola forza. Eccezione fatta per la gravitazione, quasi tutte le altre forze
presenti nell'universo, forze di attrito, forze chimiche per mezzo delle quali
gli atomi possono unirsi in molecole, forze coesive che legano particelle di
materia di maggiori dimensioni, forze elastiche che permettono ai corpi di
mantenere la loro forma, sono di origine elettromagnetica; esse infatti
implicano l'esistenza della materia, la quale è composta di atomi che a loro
volta sono composti di particelle elettriche; perciò le affinità fra i fenomeni
gravitazionali ed elettromagnetici sono molto notevoli. I pianeti si muovono nel
campo gravitazionale del sole; gli elettroni girano vorticosamente nel campo
elettromagnetico del nucleo atomico. Oltre a ciò la terra è un grande magnete:
un fatto ben noto a tutti coloro che usano la bussola; anche il sole e le stelle
possiedono un campo magnetico.
CAPITOLO II I fattori che primi condussero i
fisici a non aver fiducia in un universo meccanico funzionante tranquillo e
senza scosse, apparvero negli interni ed esterni orizzonti della conoscenza,
nell'invisibile regno dell'atomo e nelle profondità degli spazi intergalattici.
Per descrivere questi fenomeni quantitativamente, due grandi sistemi teorici
furono sviluppati fra il 1900 e il 1927: la teoria dei « quanti », che tratta
delle unità fondamentali della materia e dell'energia, e la teoria della «
relatività », che tratta come un tutto lo spazio, il tempo e la struttura
dell'universo.
"Io sono capace di
provare" scriveva il grande matematico tedesco Leibniz "che non solo la luce,
il colore, e cose simili, ma anche il moto, la forma, e lo spazio non sono altro
che qualità apparenti". Come il nostro senso visivo, per esempio, ci dice che
una palla da golf è bianca, cosi la visione aiutata dal nostro senso del tatto
ci dice che essa è inoltre rotonda, liscia e piccola, qualità che,
indipendentemente dai nostri sensi, non hanno più realtà di quella da noi
definita, per convenzione, come bianca.
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