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Il principio di
indeterminazione
di Heisenberg Per poter determinare con
precisione la posizione e la velocità (e quindi l'energia) di un
corpo in movimento è necessario che Capiamo meglio questo fatto. C'è un camion che cammina ad
una certa velocità v su una autostrada. Che
posizione occupa ad un certo istante? Supponiamo di voler
determinare la traiettoria e la velocità E' facile allora vedere quale
è stata la traiettoria Altrettanto facile è
calcolare la sua velocità per ad ogni coppia di successive
posizioni della palla per conoscere le sue velocità media in
quei piccoli, successivi, tratti. Facendo queste misure abbiamo
modificato la velocità e Sento già un coro di no. Invece abbiamo modificato e
traiettoria e velocità. Di poco. Ma le abbiamo modificate. Ricordiamo che la luce è
composta da tanti e tanti fotoni a ciascuno dei quali compete
una energia E = hn . E= 109. 6,63.10-34
n Joule = 6.63.10-25n
Joule Tenendo ora conto che la frequenza
dei fotoni della luce visibile è E = 6.63.10-25.5.1014
Joule ~ 3.10-10 Joule = 3/1000 erg. Affinché la palla rimanga
impressionata sulla lastra E' proprio il fatto che queste
due energie sono tanto diverse a far si che noi possiamo
agevolmente misurare, senza tener conto dei microscopici errori,
la posizione e la velocità Nei ragionamenti che stiamo
sviluppando abbiamo implicitamente ammesso che per studiare una
qualche caratteristica di un E questo fatto è abbastanza
chiaro anche se non evidente. Per renderci conto del peso di
un oggetto dobbiamo pesarlo mettendolo quindi in relazione con
altri oggetti; per vedere Per studiare quindi,
nell'ipotesi minimale, la posizione Ritorniamo alla nostra palla.
Noi l'abbiamo perturbata Senza fantasticare su fotoni
grandi come palle, cerchiamo palle piccole come fotoni,
scendiamo cioè nel campo delle Per far questo facciamo come
Heisenberg nel 1927: costruiamoci cioè un'esperienza ideale,
una esperienza Vogliamo osservare la
traiettoria di un elettrone in movimento, lanciato da un
particolare meccanismo e soggetto alla L'attrezzatura per fare
l'esperienza è la seguente: a) una camera dentro la quale è stata
aspirata completamente b) un cannoncino in grado di sparare
elettroni, uno alla volta, c) una sorgente luminosa capace di
emettere fotoni in numero variabile a piacere e di
qualsiasi frequenza; d) un microscopio in grado di poter
osservare qualsiasi frequenza (perfino le lunghe onde radio
e i cortissimi raggi g).
L'attrezzatura di questa esperienza
ideale è ideale perché: a) a tutt'oggi non si intravede la
minima possibilità di ottenere il vuoto assoluto; b) non ci sono cannoncini che sparino
elettroni uno alla volta; c) una tale sorgente luminosa non è
stata ancora realizzata; d) un microscopio con tali
caratteristiche non esiste; e con il supporre di avere questa
attrezzatura non si contraddice nessun principio
fondamentale della fisica. Lo schema costruttivo
dell'esperienza è riportato nella
Cerchiamo di vedere e capire
cosa succede ad un elettrone L'elettrone evidentemente è un
piccolo proiettile e, secondo quanto sappiamo di fisica
classica, la sua traiettoria dovrebbe essere un arco di parabola
come mostrato nella figura seguente Allora vediamo se,
effettivamente, questo elettrone segue Qui non siamo come nel caso
della traiettoria di una palla. Osservando con il nostro
microscopio l'elettrone, troveremo una traiettoria a zig-zag;
infatti per osservare l'elettrone
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In
questo caso, ad ogni
Tenendo conto che non si può
disporre, ad esempio, di mezzo fotone, si potrebbe pensare
di diminuire l'energia del fotone Ricordando che la relazione
che ci da l'energia per un E = hn per diminuire E si può agire sulla
frequenza n, si può cioè rendere
sempre più piccola la frequenza n . Poiché frequenza e lunghezza
d'onda sono tra loro inversamente proporzionali, diminuire la
frequenza equivale ad aumentare Abbiamo quindi un fotone con energia
piccolissima, cioè un fotone Cerchiamo di capire ciò che
succede in questo caso. Tutti noi, almeno una volta,
avremo osservato una specie di
Evidentemente questa diffrazione
sarà più evidente quanto più sarà grande la lunghezza d'onda
della luce rispetto alle dimensioni dell'oggetto interposto tra
sorgente luminosa e schermo (e Di conseguenza, dovendo
osservare un oggetto con un microscopio, noi potremo osservare
l'immagine di questo oggetto tanto Usando, come ci eravamo
proposti, un fotone di bassa energia per non perturbare la
traiettoria e la velocità dell'elettro Sfuggire da Scilla significa
incappare in Cariddi. Quindi per un fotone che si
muove con una grande frequenza
Nell'ultima figura possiamo
intravedere una traiet toria anche se grossolanamente
approssimata. Non siamo in grado Allora: o si dà la posizione
dell'elettrone rimanendo Questi ragionamenti furono
quelli che portarono Heisenberg Secondo il principio di
indeterminazione: La forma matematica di queste
principio è molto semplice
combinando queste due relazioni si trova:
Con altre considerazioni, che ora non
ci interessano, la forma definitiva
essendo h la costante di Planck ed m
la massa dell'elettrone. Ritorniamo ora al camion che
avevamo incontrato qualche Supponiamo che il camion
abbia una massa m = 10.000 Kg
essendo h la costante di Planck ed m
la massa dell'elettrone. Facciamo ora lo stesso conto
per un pallino di piombo
Anche in questo caso quindi questa
indeterminazione è assolutamente ridicola ed al di fuori di
ogni portata valutativa (in Applichiamo infine il principio
di indeterminazione ad
In questo caso, come si può ben
vedere, l'indeterminazione nella
Vari tipi di orbitali atomici Precisando meglio quanto
abbiamo detto, studiamo un poco In base all'equazione di
Schrödinger un elettrone in movimento può essere rappresentato
da un'onda che possiamo da ora Essendo
y la funzione d'onda ad essa sarà associato un Noi non siamo però in grado
di dire in quale punto dell'onda si trova quest'elettrone a
causa del principio d'indeterminazione di Heisenberg. Siccome noi siamo certi che,
ad esempio, un atomo d'idrogeno ha un' elettrone intorno al suo
nucleo, la probabilità P di La probabilità che un
elettrone si trovi in un punto qualunque nello spazio che
circonda un determinato nucleo deve essere Poiché P deve essere positiva
o al massimo nulla, l'unico (intendendo con
y* il complesso coniugato di y
e ricordando che il prodotto tra un numero complesso ed il suo
coniugato è un numero reale) e si ottiene che
y modulo quadro è ancora una funzione
reale sempre > oppure = 0. Vediamo qualche esempio di
funzione y (in nero) con la
Vediamo ora come questa
funzione d'onda y e la probabilità
y modulo quadro di trovare un
elettrone in un certo spazio sono legate con gli orbitali
atomici. Ma prima di far questo ritengo necessaria una piccola
digressione. E' doveroso avvertire che l'introduzione della
y e del suo modulo quadro
(probabilità) dette adito ad una serie di discussioni a volte
drammatiche. Il culmine dello scontro si ebbe al Congresso
Solvay del 1927. Due fazioni si scontrarono: da una parte
quelli che poi risultarono vincitori, Born, Heisenberg, Dirac,
Pauli capitanati da Bohr (costoro vennero i» seguito indicati
come appartenenti al Ritornando ora a quanto
lasciato, cominciamo con il dire che la funzione d'onda
y è anche definita orbitale atomico
di un elettrone in un atomo. C'è un altro modo però di intendere
la y . E' certamente un modo che
soddisfa di più la nostra abitudine a crearci modelli meccanici
della realtà fisica che non il rigore dell'esatta
interpretazione. Dobbiamo supporre di avere, anziché il vecchio
punto Ritornando alla
rappresentazione dell'elettrone mediante la funzione d'onda va
detto che la y di un elettrone in un Si può quindi dire che per
ogni funzione d'onda y vi è Le cose che abbiamo dette
sono ancora abbastanza vaghe. Per renderle più
concrete, per visualizzarle insomma, cerchiamo La rappresentazione grafica
della funzione d'onda (cioè 1) Si può disegnare la
nuvola di carica (vedi fig. c) 2) Si può tracciare la
superficie limite dell'elettrone nello 3) Si possono calcolare le
curve in cui y modulo quadro è
costante e tracciarle (vedi 4) Si possono tracciare i
grafici di y o di
y modulo quadro in funzione della
distanza r dal Vediamo una
esemplificazione di quanto detto limitandoci ai casi Consideriamo un elettrone,
intorno ad un nucleo (ad esempio di idrogeno), nel più basso
livello energetico. In base alla rappresentazione mediante la
nuvola di carica (e come vedremo meglio nelle pagine seguenti)
l'elettrone può essere disegnato con la sua nuvola di
probabilità circondante il nucleo
La y
e la y modulo quadro sono legate a
questa rappresentazione in un modo molto
Osserviamo innanzitutto che
la figura è simmetrica rispetto all'asse delle ordinate che
passa per il nucleo atomico; in pratica essa è simile ai grafici
di y e di y
modulo quadro con in più le sue speculari rispetto
all'asse delle Il confronto quantitativo
delle distanze tra le due figure in esame Ricordato che la
y non ha significato fisico, per comprendere quanto ci La figura (b) è, invece,
una diretta esplicazione matematica di A questo punto, prima di
proseguire, occorre introdurre il
I numeri quantici
I numeri quantici sono delle
costanti che caratterizzano gli Il primo di questi numeri si
indica con n ed è chiamato Il numero quantico principale
n è un numero intero e positivo che indica l'ordine dei livelli
energetici atomici. Dire In definitiva il valore di n
è 1 nel primo livello energetico atomico ed. aumenta
progressivamente di una unità nei
successivi. . Poiché in teoria un
elettrone, se acquista una adeguata Per un atomo allo stato fondamentale (non eccitato), possono aversi i casi di tabella 1 seguente:
I sottolivelli vengono di solito indicati con le lettere s, p, d, f, come nella tavola 2 seguente:
Ulteriori ricerche, condotte
per lo più sul piano teorico, con l'ausilio della matematica,
hanno dimostrato che solo in
(La forma degli orbitali p è più
precisamente di due ellissoidi Quando l'orbitale non è
sferico esso può essere orientato diversamente nello spazio. Nel caso degli elettroni p, ad
esempio, si possono avere
Occorrerà pertanto
considerare un terzo numero quantico, Questo terzo numero quantico
viene chiamato numero quantico
L'ultimo numero quantico che
caratterizza un elettrone è il numero Questo fatto fornisce due possibilità
per lo spin ms dell'elettrone: o esso è diretto in
un senso o in un senso opposto; se
Si è trovato poi che lo spin può
assumere solo due valori, tra ms = - 1/2.(h/2p); ms = + 1/2.(h/2p)]. In definitiva, questo numero quantico può assumere solo due valori che, in breve, sono i seguenti: ms = - 1/2; ms = + 1/2 ed anch'essi non esprimono alcuna variazione di livello energetico.
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