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Il buco nero
Fonte: NASA - STScI
- Traduzione anonima
Buchi neri, mostri oscuri del cielo.
Se una stella è molto massiccia, più di 6-7 volte il
Sole, quando esplode come supernova dà luogo all'oggetto
più strano e affascinante del cosmo: un buco nero. Il
nucleo della stella crolla sotto il proprio peso e non
riesce a controbilanciarlo nemmeno comprimendosi al
massimo. Niente può fermare la caduta della materia
verso il centro della stella, finché l'intera massa del
nucleo non si concentra in un unico punto! L'oggetto che
si forma, il buco nero, è qualcosa di così strano e così
estremo che non può essere descritto con le leggi della
fisica che valgono sulla Terra.
La gravità di un buco nero, infatti, è così grande da
comprimere la materia che lo compone fino ad una densità
praticamente infinita. Essa si trova quindi in uno stato
fisico a noi sconosciuto.
La forza di attrazione gravitazionale di un buco nero è
immensa: qualunque cosa che gli passi troppo vicino
viene catturata e vi cade dentro, senza poterne più
uscire. Nemmeno un raggio di luce, che è la cosa più
veloce che esista in natura, può sfuggire a questo
mostro: non potendo emettere radiazione, esso è
completamente oscuro e non può essere "visto".
Attenzione però. Spesso si pensa che un buco nero possa
inghiottire tutto quello che gli sta intorno: in realtà,
l'attrazione gravitazionale che esso esercita su un
corpo dipende dalla distanza del corpo stesso: solo se
un corpo si avvicina troppo viene catturato da questo
gigantesco imbuto spaziale.
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Il disco di polvere che circonda un enorme buco nero.
Misurando la velocità del gas si può sapere quanto è
intenso il campo gravitazionale del buco nero e quindi
conoscere la sua massa. (HST) |
Come per
ogni stella o pianeta, anche per il buco nero si può
definire la velocità di fuga di un corpo ad una certa
distanza R. Si tratta della minima velocità che un
oggetto posto alla distanza R deve avere, per poter
sfuggire all'attrazione gravitazionale del buco nero.
Allo stesso modo, possiamo definire la minima distanza
R, alla quale un oggetto dotato di una certa velocità,
può ancora sfuggirgli.
Per un raggio di luce, questa distanza identifica una
specie di "superficie" del buco nero, anche se in realtà
il buco nero non ha dimensioni. La superficie prende il
nome di "orizzonte degli eventi": un raggio di luce che
passa subito al di fuori di questa regione, viene
incurvato molto fortemente dalla forza gravitazionale
del buco nero, ma riesce a proseguire il suo cammino. Se
invece vi entra, non potrà più uscirne.
La posizione dell'orizzonte degli eventi dipende dalla
massa del buco nero: se la sua massa è il doppio di
quella del Sole, il raggio di questa regione invisibile
è di appena 6 Km.
I buchi neri sono gli unici oggetti celesti che non
possono essere studiati direttamente in alcun modo, dato
che non emettono radiazione di nessun tipo. Solo le
nostre conoscenze di fisica e matematica ci permettono
di immaginare come sono fatti. La loro esistenza,
infatti, è prevista dalla teoria della Relatività
generale di Einstein.

Un buco nero in un sistema binario risucchia gas dalla
stella compagna. |
Tuttavia, esistono delle evidenze indirette
dell'esistenza dei buchi neri. Quando un buco nero fa
parte di un sistema binario di stelle, esso strappa il
gas più esterno della compagna e lo risucchia. Questo
gas si mette in rotazione, formando un disco attorno al
buco nero, che ruota anch'esso sul proprio asse; da
questo disco, pian piano cade dentro al buco nero. Puoi
vederlo nel disegno qui sopra.
Cygnus X-1 (ASI) Durante la caduta, la materia raggiunge
altissime temperature ed emette raggi X: è proprio
attraverso questa radiazione che un buco nero può essere
rivelato. Al centro della fotografia puoi vedere la
sorgente di raggi X detta Cygnus X-1, che si trova nella
costellazione del Cigno. Si tratta di una coppia di
stelle: una gigante e un buco nero.
Un altro fenomeno che permette di scorgere
indirettamente un buco nero è l'effetto di "lente
gravitazionale" che esso esercita. In condizioni
normali, la radiazione percorre una traiettoria
rettilinea; quella che passa abbastanza vicino ad un
buco nero, invece, viene incurvata a causa del suo
intenso campo gravitazionale.
L'effetto ottico di questa curvatura è quello che vedi
nel disegno.
Se un buco nero si trova tra noi ed un oggetto, produce
due o più immagini dello stesso oggetto.
A volte le immagini prodotte da una lente gravitazionale
sono più di due. In questa fotografia puoi vedere
l'immagine multipla di un oggetto lontanissimo dello
spazio, detto "quasar". Una lente gravitazionale
particolarmente massiccia si trova tra noi e il quasar,
producendo quella che viene detta "croce di Einstein".
Fonte:
NASA - STScI -
Traduzione anonima
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