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Microsoft, storia di un monopolio
di Carlo Gubitosa

La vera storia del colosso del software per Pc, dalla nascita del DOS al processo antitrust. Il vero volto del "sogno americano"

Il coro unanime dei media commerciali ha indubbiamente contribuito negli ultimi anni ad alimentare l'ideologia del "sogno americano", quella falsa visione della realtà per cui in America, la "terra delle opportunità", anche un semplice lustrascarpe può diventare presidente. Purtroppo le regole del gioco dettate dall'economia di mercato sono ben lontane dall'offrire a tutti le stesse opportunità, e la storia insegna che per diventare presidente degli Stati Uniti ci vogliono almeno i soldi necessari a pagarsi la campagna elettorale.

Osservando la realtà da una prospettiva meno ingenua e più disincantata ci accorgiamo che in genere la ricchezza è una "malattia" ereditaria. Ciò nonostante nell'immaginario collettivo il mito dell'uomo "che si è fatto da sé" continua a persistere, forse perché ci fa piacere pensare che anche noi un giorno potremo diventare miliardari con la giusta dose di bravura, anziché ammettere più onestamente che con tutta probabilità i soldi nelle nostre tasche continueranno a rimanere più o meno gli stessi.

È così che nascono storie e "leggende metropolitane" nelle quali la verità storica si mescola e confonde con la fantasia. I giornali ci hanno raccontato in più di una occasione dei tempi in cui un giovane Berlusconi suonava il sassofono sulle navi da crociera per mettere da parte un gruzzoletto che sarà il primo mattone del suo impero economico. Persino nei fumetti lo Zio Paperone parla delle sue avventure ai tempi della corsa all'oro, quando tutti i suoi averi sono un setaccio ed un piccone, che gli bastano per diventare il "papero più ricco del mondo".

Il coro unanime dei media commerciali ha indubbiamente contribuito negli ultimi anni ad alimentare l'ideologia del "sogno americano", quella falsa visione della realtà per cui in America, la "terra delle opportunità", anche un semplice lustrascarpe può diventare presidente. Purtroppo le regole del gioco dettate dall'economia di mercato sono ben lontane dall'offrire a tutti le stesse opportunità, e la storia insegna che per diventare presidente degli Stati Uniti ci vogliono almeno i soldi necessari a pagarsi la campagna elettorale.

Osservando la realtà da una prospettiva meno ingenua e più disincantata ci accorgiamo che in genere la ricchezza è una "malattia" ereditaria. Ciò nonostante nell'immaginario collettivo il mito dell'uomo "che si è fatto da sé" continua a persistere, forse perché ci fa piacere pensare che anche noi un giorno potremo diventare miliardari con la giusta dose di bravura, anziché ammettere più onestamente che con tutta probabilità i soldi nelle nostre tasche continueranno a rimanere più o meno gli stessi.

È così che nascono storie e "leggende metropolitane" nelle quali la verità storica si mescola e confonde con la fantasia. I giornali ci hanno raccontato in più di una occasione dei tempi in cui un giovane Berlusconi suonava il sassofono sulle navi da crociera per mettere da parte un gruzzoletto che sarà il primo mattone del suo impero economico. Persino nei fumetti lo Zio Paperone parla delle sue avventure ai tempi della corsa all'oro, quando tutti i suoi averi sono un setaccio ed un piccone, che gli bastano per diventare il "papero più ricco del mondo".

Un'altro di questi racconti ha come protagonista un ragazzo di nome William, che da semplice appassionato di computer diventa l'uomo più ricco del mondo scrivendo un sistema operativo, un programma in grado di gestire le risorse di un computer. William H. Gates III, per gli amici Bill, è da molti ritenuto un genio dell'informatica, che ha "sfondato" grazie alla sua intelligenza. Gates, inoltre, è spesso erroneamente accreditato come autore di MS-DOS, il sistema operativo che ha preceduto il più recente Windows, mentre il sedicente genio dell'informatica non ha fatto altro che ritoccare il DOS scritto da un altro programmatore e venduto a Gates per un piatto di lenticchie.

Uno sguardo agli scheletri nascosti nell'armadio di casa Microsoft e al modo con cui questa impresa si è affermata come monopolista nel settore dell'informatica e sufficiente per capire che nel caso di Gates è più corretto parlare di furbizia che di intelligenza, e che non va confusa l'abilità informatica con la spregiudicatezza imprenditoriale.

Gennaio 1975: nasce Altair 8800
La carriera dell'uomo più ricco del mondo inizia nel 1975, quando negli Stati Uniti l'informatica inizia a uscire dai centri universitari. Sul numero di gennaio della rivista "Popular Electronics", spedito al suo mezzo milione di hobbisti-abbonati, appare ALTAIR 8800, il primo personal computer americano, la macchina attorno alla quale nasce la seconda generazione degli hacker: gli "hacker dell'hardware", che penetrano all'interno dei segreti di Altair per carpire il funzionamento di ogni singolo circuito. Una passione ereditata dagli studenti del MIT, gli "hacker dei mainframes", che negli anni '60 avevano domato a colpi di saldatore i primi grandi calcolatori universitari, dei "bestioni" a valvole monopolizzati da "sacerdoti" in camice bianco, la cui autorità veniva puntualmente messa in discussione dalla prima generazione di hackers.

Curiosamente, l'Altair 8800 è il primo caso di "vaporware": la fotografia riprodotta su Popular Electronics è quella di un apparecchio realizzato ad hoc, assolutamente non funzionante, e passa molto tempo prima che le migliaia di pezzi ordinati vengano consegnati.

Alcuni hacker tra i più tenaci, per venire in possesso del loro Altair, si accampano davanti alla sede della Model Instrumentation Telemetry Systems (MITS), la società che produce Altair sotto la guida di Ed Roberts. Altair è venduto in kit di montaggio, il cui risultato finale è una scatola metallica con pannello frontale composto da una fila di interruttori, che costituiscono l'unico dispositivo di input, e da due file di piccole lucine rosse come dispositivo di output. È basato sul processore INTEL 8080, costa 397 dollari e ha 256 bytes di memoria. Le istruzioni non possono essere memorizzate all'interno dell'Altair, ma devono essere inserite a mano attraverso gli interruttori del pannello frontale ogni volta che il dispositivo viene acceso. Da qui le tipiche piaghe e vesciche sulle dita che caratterizzano gli hacker dell'epoca.

L'homebrew computer club
Il 5 marzo 1975 a Menlo Park, nella Silicon Valley californiana, nel garage di Gordon French si svolge il primo incontro dell'HOMEBREW COMPUTER CLUB, il club degli hacker dell'hardware di cui fanno parte, tra gli altri, Bill Gates, Stephen Wozniack, Lee Felsenstein e molti altri. Le riunioni dell'Homebrew divengono un appuntamento fisso per scambiare pezzi di hardware, idee, programmi, informazioni e progetti. L'Altair 8800 è ovviamente al centro dell'attenzione.

Dopo aver letto l'annuncio su "Popular Electronics", Bill Gates e Paul Allen, che avevano studiato insieme ad Harvard, telefonano immediatamente a Ed Roberts per proporgli di acquistare il loro interprete BASIC per l'Altair, scritto assieme a Marty Davidoff. È la prima vendita di software della Micro-Soft (a quei tempi c'era ancora il trattino nel nome). In seguito a questa vendita, datata 2 gennaio 1975, i due si trasferiscono ad Albuquerque, sede della Mits, per scrivere un programma in grado di connettere Altair con una unità a disco. A causa del prezzo ritenuto eccessivo, gli hobbisti dell'Homebrew Computer Club iniziano a fare delle copie su nastro del Basic per l'Altair da distribuire gratuitamente.

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In seguito al dilagare delle copie "pirata" del Basic per Altair, Bill Gates scrive una lettera aperta agli hobbisti, in cui attacca apertamente la copia non autorizzata. La lettera verrà riportata sul bollettino di febbraio dell'Homebrew Computer Club. L' argomentazione principale di Gates contro la diffusione incontrollata dei programmi è che questa pratica scoraggia i programmatori, rendendo meno remunerativa la realizzazione dei loro prodotti.

Le teorie di Gates vengono smentite nel 1991, quando la distribuzione libera del sistema operativo Linux diventa l'elemento decisivo che spinge migliaia di programmatori sparsi in tutto il mondo a contribuire con il loro lavoro alla realizzazione di questo sistema operativo, che nel giro di pochi anni diventa il più efficiente e stabile per l'utilizzo su personal computer.

Nel '77 Ed Roberts viene costretto da difficoltà economiche a vendere la MITS ad un'altra ditta, la PERTEC. Si scatena una battaglia giudiziaria in merito di diritti di proprietà intellettuale del Basic dell'Altair, di cui la PERTEC rivendicava i diritti in seguito all'acquisizione della Mits. Gates ed Allen sostengono invece che il Basic era stato dato solamente in concessione. La questione è portata davanti a un tribunale che dà ragione a Microsoft.

Il sodalizio con ibm e il "furto" del Q-DOS
La grande occasione arriva nel 1980: a luglio Bill Gates viene contattato dall'IBM. A questo incontro ne seguirà un secondo, un mese più tardi, durante il quale Gates firma un contratto di consulenza con Ibm per la realizzazione di un sistema operativo da utilizzare per i futuri PC IBM. Ad agosto Gates acquista per 50.000 dollari dalla Seattle Computer Products un sistema operativo "veloce e sporco", il Q-Dos, "Quick and Dirt Operating System" che sarà la base del futuro MS-DOS, destinato a diventare uno standard nell'ambito dei personal computer grazie alla potenza economica di IBM e al senso degli affari di Bill Gates. Gates ottiene da Tim Paterson, che aveva realizzato il Q-Dos, un accordo di licenza non esclusivo, che prevedeva la possibilità di rivendere il prodotto. In seguito Microsoft chiuderà il cerchio comprando tutti i diritti della Seattle Computer Products, assumendo alle sue dipendenze lo stesso Paterson, che con un po' più di furbizia e di fortuna avrebbe potuto sedersi al posto di Gates sulla poltrona di uomo più ricco del mondo.

Il 12 agosto 1981 il primo personal computer della IBM, basato sul microprocessore 8086, fa il suo ingresso trionfale sul mercato dei personal computers. Già dalla prima versione dell'MS-Dos il sistema Microsoft di licenze software obbliga la IBM e i costruttori di PC compatibili a pagare una licenza DOS per ogni singola macchina venduta. Questo rendeva antieconomico installare sui primi PC IBM un sistema operativo diverso da MS-DOS, per il quale si sarebbe pagata un'ulteriore licenza. Un meccanismo di "installazione forzata" che verrà adottato anche negli anni seguenti per tutti i sistemi operativi Microsoft. Anche oggi i rivenditori di computer sono costretti a pagare una licenza di utilizzo Microsoft per ogni unità venduta, anche se non tutti gli utenti finali di computer scelgono di utilizzare MS-Dos o Windows. I rivenditori che non pagano la "tassa Microsoft" su ogni singola macchina non possono usufruire di particolari sconti sulle quantità.

È per questo che il Dos Microsoft si afferma come uno standard nel settore dei PC, nonostante non fosse ne l'unico né il migliore sistema operativo per Personal Computer. Sempre per quanto riguarda le pratiche anticoncorrenziali, gli sviluppatori Microsoft hanno avuto da sempre un vantaggio di parecchio tempo su tutti gli altri rispetto a qualsiasi evoluzione dei sistemi operativi. Chi è tagliato fuori dal ristrettissimo giro del "segreto industriale" Microsoft rischia di vedere vanificati sforzi e ricerche. A questo problema ha cercato di rispondere la filosofia del Free Software, affidando lo sviluppo dei sistemi operativi e delle applicazioni "libere" all'intelligenza collettiva della Rete piuttosto che al protezionismo del segreto industriale.

"Crisi coniugale" tra Microsoft e IBM
Il 20 novembre 1985 Microsoft mette in commercio Windows 1.0, esattamente due anni e dieci giorni dopo la presentazione del prodotto, avvenuta in grande stile e con tutta l'enfasi che contraddistingue le campagne pubblicitarie dell'azienda di Redmond. È l'inizio della "scalata al potere" del sistema operativo più famoso del mondo.

Nel 1989, in occasione del Comdex di Las Vegas, il salone annuale dell'informatica statunitense, gli operatori del settore attendono un annuncio strategico di Bill Gates e James Cannavino, responsabile del settore personal all'interno di IBM. Tutto risale al 2 aprile 1987, quando IBM lancia la sua nuova linea di Personal, i PS/2, dotati di un nuovo sistema operativo, OS/2, frutto di un lavoro congiunto dei tecnici IBM e Microsoft. Da questa alleanza avrebbe dovuto nascere il nuovo standard dei sistemi operativi, e per lo sviluppo di OS/2 gli accordi prevedevano che Microsoft avrebbe messo da parte il suo Windows. Tuttavia Gates decide di tenere aperte entrambe le strade, e di decidere all'ultimo momento se appoggiare OS/2 o Windows. Lo sgambetto a Ibm arriva proprio in occasione del Comdex, con un discorso di Gates che smentisce tra le righe Cannavino, dopo che il manager IBM aveva ingenuamente confermato l'appoggio di Microsoft nell'alleanza per OS/2. Il 22 maggio dell'anno seguente viene presentata la versione 3 di Windows, con una teleconferenza mondiale da tre milioni di dollari, che mobilita seimila giornalisti con grandi schermi installati a Città del Messico, Londra, Madrid, Milano, Parigi, Singapore e Stoccolma.

Il "matrimonio d'interesse" tra il colosso dei mainframes e il nuovo gigante del software giunge al suo capolinea nel marzo 1992. Il mondo dell'informatica è scosso dall'annuncio della rottura dei rapporti commerciali tra IBM e Microsoft. È la fine di un lungo decennio durante il quale Microsoft riesce a imporre i suoi prodotti software come standard "de facto" e "Big Blue" IBM si impone con la sua potenza economica nel mondo dei personal computer, schiacciando Apple e tutte le piccole aziende come Atari, Commodore, Sinclair e Texas Instruments, fiorite grazie al lavoro appassionato dei primi "hacker dell'hardware" ed entrate molti anni prima di IBM nel settore dei personal, ma senza i mezzi finanziari e la spregiudicatezza che hanno caratterizzato l'azione di Microsoft e IBM durante anni di lotta spietata contro ogni forma di concorrenza. Le strade delle due aziende si separano, e nel 1995 il lancio pubblicitario del sistema operativo Windows 95 richiede un investimento di 150 milioni di dollari, mentre Netscape Communications fa il suo ingresso trionfale in borsa, con richieste per 100 milioni di azioni. Due anni più tardi, l'11 aprile 1997, 14 milioni di computer sparsi in tutto il mondo vengono lasciati "orfani" da IBM, che in un comunicato annuncia la fine dei progetti di sviluppo del sistema operativo OS/2.


 

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