|
Economia svizzera
La Svizzera è un paese altamente industrializzato e presenta uno dei più
elevati standard di vita al mondo: nel 1994 il prodotto interno lordo (PIL) era
infatti di 37.180 dollari pro capite. Commercio, servizi (inclusi quelli di
carattere bancario e finanziario) e turismo rappresentano i settori trainanti
dell'economia, occupando più del 50% della popolazione attiva del paese; seguono
l'industria manifatturiera (25% della forza lavoro), estrattiva e della
produzione di energia (10%), l'agricoltura, la silvicoltura e la pesca (2,5%).
Presentando un territorio poco favorevole all'agricoltura, la Svizzera è
autosufficiente solo per la produzione di frumento e carne, mentre deve
ricorrere a ingenti importazioni per gli altri generi alimentari. I prodotti
principali, perlopiù coltivati in appezzamenti agricoli di piccole dimensioni,
sono barbabietole da zucchero, orzo, patate, mele e uva; rilevanti sono altresì
la produzione di latte, formaggi e vino, e l'allevamento, in particolare di
bovini, suini, ovini, cavalli e animali da cortile.
Notevole la produzione di legname, utilizzato soprattutto per l'edilizia e
la fabbricazione della carta, recentemente diminuita a causa dell'inquinamento
che ha danneggiato fino al 35% del patrimonio forestale del paese.
Le risorse minerarie sono di modesta entità: esse comprendono granito,
pietra calcarea e sale e, in misura inferiore, ferro e manganese. Il settore
manifatturiero produce macchinari di precisione, parti meccaniche, prodotti
farmaceutici e orologi. Rilevanti sono inoltre i comparti tessile,
dell'abbigliamento, chimico, della raffinazione dei metalli, alimentare (del
cioccolato in particolare), della lavorazione del legno e della produzione della
carta. Particolarmente apprezzati sono i prodotti dell'artigianato svizzero come
carillon, ricami, pizzi e oggetti di legno intagliato. La principale fonte di
energia è costituita dai numerosi impianti idroelettrici, che forniscono circa
il 60% dell'energia prodotta, e da alcune centrali nucleari.
Torna
all'indice
Flussi monetari e banche
svizzere
L'unità monetaria è il franco svizzero, suddiviso in 100 centesimi, emesso
dalla Banca Nazionale Svizzera. La Svizzera è uno dei più importanti centri
finanziari a livello internazionale, particolarmente apprezzato per la stabilità
economica e politica del paese e per la segretezza con cui sono tradizionalmente
trattate le transazioni bancarie. Le numerose banche private costituiscono una
delle maggiori risorse economiche del paese; Zurigo, oltre a ospitare numerosi
istituti di credito, è anche sede di una delle Borse valori più importanti
d'Europa e il maggiore centro per il commercio dell'oro.
Torna all'indice
Commercio
svizzero
Il volume delle importazioni svizzere nei primi anni Novanta superava i 74
miliardi di dollari, quello delle esportazioni circa 70 miliardi. Tra i prodotti
importati vi sono macchinari, petrolio greggio e raffinato, metalli preziosi,
alimenti, ferro, acciaio e prodotti chimici; le esportazioni comprendono
soprattutto macchinari, farmaci, prodotti chimici e tessili, orologi e metalli
preziosi. Particolarmente attivi sono gli scambi con Germania, Italia, Francia,
Gran Bretagna, Stati Uniti e Giappone. Il deficit dato dal volume delle
importazioni è bilanciato dalle entrate derivanti dai redditi dei capitali
svizzeri investiti in tutto il mondo, dal flusso costante di capitali stranieri
e dal turismo, che negli ultimi anni ha rappresentato la più importante fonte di
valuta straniera e di occupazione. La bilancia dei pagamenti registrava nei
primi anni Novanta un attivo di quasi 1 miliardo di dollari all'anno.
Torna
all'indice
Trasporti
svizzeri
La rete ferroviaria di estende per circa 5175 km, in parte amministrati
dallo Stato e in parte dai cantoni; quella stradale per 71.020 km, dei quali
1515 sono percorsi autostradali. Tre gallerie consentono di superare i valichi
alpini: il traforo del San Gottardo, lungo 16,2 km, è il più lungo d'Europa;
numerosi trafori ferroviari sono stati inoltre realizzati per diminuire il
traffico su ruote. Nel 1994 un dibattuto referendum (molto criticato da parte
dei governi degli altri stati europei) ha stabilito che a partire dall'anno 2004
sarà vietato l'accesso alla rete stradale svizzera ai mezzi di trasporto
pesanti, che dovranno essere caricati su treni appositamente predisposti, al
fine di preservare l'ambiente dall'inquinamento atmosferico e acustico. I voli
interni e internazionali sono garantiti dalla Swissair, la compagnia di bandiera
gestita in parte dal governo federale e dai cantoni e in parte da azionisti
privati. Benché il paese non abbia sbocchi sul mare, la marina mercantile
svizzera, creata con decreto del governo federale nel 1941, è dotata di navi e
di imbarcazioni che operano da porti stranieri e dal porto di Basilea sul Reno.
Torna all'indice
Ordinamento dello stato
svizzero
In base alla Costituzione adottata il 29 maggio del 1874 e ai suoi
successivi emendamenti, la Svizzera è una repubblica federale di 23 stati o
cantoni (tre dei quali divisi in due semicantoni). Il potere legislativo è
esercitato dalla Assemblea federale, formata da due Camere, il Consiglio degli
stati, composto da 46 membri (due in rappresentanza di ogni cantone) e il
Consiglio nazionale, di 200 membri eletti a suffragio diretto per un mandato di
quattro anni. Attraverso gli istituti del referendum e dell'"iniziativa
popolare" i cittadini sono spesso chiamati a esprimersi in materia legislativa;
anche la costituzione può essere emendata attraverso petizioni che raccolgano
almeno 50.000 adesioni, successivamente ratificate mediante referendum. Il
diritto di voto, esercitato da tutti i cittadini al di sopra dei 18 anni di età,
è stato esteso anche alle donne nel 1971.
Il Consiglio federale esercita il potere esecutivo: eletto dall'Assemblea
federale, è composto da 7 membri (ciascuno a capo dei rispettivi dipartimenti),
tra i quali viene scelto ogni anno il presidente; la costituzione nega
espressamente la possibilità di una rielezione di quest'ultimo una volta
concluso il mandato. A Losanna ha sede il tribunale federale, composto da 30
giudici nominati ogni 6 anni dall'Assemblea federale; esso ha giurisdizione
nelle cause tra il governo federale e quelli cantonali e tra i cantoni stessi
che, a loro volta, sono dotati di un proprio sistema giudiziario, composto da
tribunali civili e penali e da corti d'appello.
Tutti i poteri non delegati agli organismi federali sono di competenza dei
cantoni, ciascuno dei quali è dotato di un consiglio legislativo (Assemblea) e
di un governo (Consiglio di stato); nei cantoni più piccoli il consiglio
legislativo è rappresentato da un'Assemblea generale (Landsgemeinde) in cui i
cittadini esprimono a voce il loro voto. I comuni rappresentano l'unità di base
del sistema amministrativo: più di 3000, essi sono uniti in distretti
amministrati da un prefetto, che rappresenta il governo cantonale, e godono di
una larga autonomia.
I maggiori gruppi politici rappresentati nel Consiglio sono Partito
socialista, Partito radicale e Partito democratico; di minore seguito nel paese
i democristiani svizzeri, l'Alleanza degli indipendenti, il Partito radicale e i
Verdi.
Torna
all'indice
Storia
della Svizzera
Anticamente popolato dagli elvezi (di origine celtica) a occidente e dai
reti (celto-illirici) a oriente, il territorio corrispondente all'attuale
Svizzera fu conquistato nel I secolo a.C. da Giulio Cesare e chiamato Elvetia.
Dopo la dissoluzione dell'impero romano, si stanziarono nella regione
popolazioni di alemanni e burgundi.
Torna all'indice
Il Medioevo
svizzero
Nel VI secolo i franchi occuparono l'Elvetia, introducendo la loro
cultura e favorendo una capillare diffusione del cristianesimo. In seguito alla
disgregazione dell'impero carolingio (metà del IX secolo), gran parte del
territorio entrò a far parte del ducato di Alamannia (vedi Svevia), uno dei
grandi stati feudali del regno di Germania, mentre la parte sudoccidentale fu
incorporata al regno di Borgogna. Nel 1032 le due parti vennero riunificate
sotto Corrado II.
Torna all'indice |
>
Francia
Australia
Svizzera
Germania
Italia
Russia
Ciao! Benvenuto su questo
sito. Qui potrai trovare davvero di tutto. Il menu sta
qui sotto e qui...
la fortuna!
Come trovare i giornali italiani
Come trovare i giornali stranieri
come trovare gli elenchi telefonici
Come
trovare software e utility
Come trovare l'anima gemella
Come trovare un lavoro
Come trovare una casa
su misura
Come trovare un'auto
usata
Come
trovare la musica che vuoi
Come trovare ciò che cerchi
Come trovare... la fortuna
Come scoprire chi sei
Come scoprire da dove vieni
|
|
La lotta per l'indipendenza
svizzera
Nel 1291, dopo che Rodolfo I, imperatore della dinastia degli Asburgo, cercò di
imporre l'autorità imperiale minacciando le tradizionali libertà di cui godeva
il paese, i cosiddetti tre cantoni della foresta, Uri, Schwyz e Unterwalden,
situati nei pressi del lago di Lucerna, costituirono una lega per la reciproca
difesa. Nel corso del XIV secolo anche i cantoni di Zurigo, Glarona, Berna,
Lucerna e Zug si unirono alla lega seguiti, nel XV secolo, da Friburgo e
Soletta: nel 1474, la vittoria sugli Asburgo, alleati con i francesi, accrebbe
la forza della confederazione svizzera che divenne direttamente dipendente
dall'impero.
Nel 1499 fu sconfitto il tentativo di Massimiliano I di restaurare il potere
imperiale; con il trattato di Basilea siglato nel settembre del 1499 veniva
riconosciuta l'indipendenza della Svizzera. Nel 1513 Appenzello, Schaffhausen e
Basilea si unirono alla confederazione. Nel corso delle guerre d'Italia agli
inizi del XVI secolo la Svizzera, alleata con il papato contro la Francia,
conquistò il ducato di Milano, ma fu sconfitta dalla Francia nella battaglia di
Marignano (1515). Nel 1536 Berna si impossessò di Losanna e di altri territori
appartenuti al ducato di Savoia.
Torna all'indice
La Riforma protestante svizzera
La Riforma protestante iniziò a diffondersi in Svizzera nel 1518, quando il
pastore Huldrych Zwingli denunciò pubblicamente la vendita di indulgenze da
parte dei ministri della Chiesa cattolica romana. Successivamente, sotto la
guida dello stesso Zwingli, la città di Zurigo si ribellò all'autorità
cattolica, aderendo alla Riforma, che sostenuta dalla classe mercantile rinforzò
il sentimento di indipendenza della città, sia dalla Chiesa cattolica sia
dall'impero. I principi riformisti si diffusero anche in altre città, come
Basilea e Berna, ma incontrarono la resistenza della cattolica Svizzera
centrale; il conflitto tra cantoni cattolici e riformisti si risolse con la
sconfitta degli ultimi nella battaglia di Kappel (1531), che provocò la
divisione della federazione.
Nel 1536 Ginevra, dove si era appena insediato il teologo francese Giovanni
Calvino, si ribellò al ducato di Savoia, rifiutandosi di riconoscere l'autorità
del vescovo cattolico, e dal 1541 al 1564 divenne la roccaforte del
protestantesimo calvinista. Pur mantenendo una posizione di neutralità durante
la guerra dei Trent'anni (1618-1648), la Svizzera riuscì a ottenere il
riconoscimento internazionale di stato indipendente in base alla pace di
Vestfalia del 1648.
Torna all'indice
L'unificazione della Svizzera
Alla fine del XVIII secolo i principi della Rivoluzione francese si
diffusero anche in Svizzera, causando vasti sommovimenti rivoluzionari. Nel 1798
la confederazione fu occupata dalle truppe di Napoleone Bonaparte, che la
denominò Repubblica Elvetica e impose una costituzione scritta che, al pari
dell'occupazione, fu profondamente osteggiata dagli svizzeri. Nel 1803,
Napoleone ritirò le truppe di occupazione e in base all'Atto di mediazione
garantì una nuova costituzione, approvata dalla stessa popolazione locale, che
diede al paese un'effettiva struttura federale.
Il congresso di Vienna, nel 1815, riconobbe la neutralità del paese e il
territorio svizzero fu esteso fino a includere 22 cantoni (l'attuale cantone di
Neuchâtel rimase possesso del re di Prussia fino al 1857); da allora i confini
del paese sono rimasti immutati. Nel paese, tuttavia, permanevano contrasti tra
i sostenitori di una maggiore o minore autonomia cantonale e tra aree cattoliche
e protestanti; nel 1847 i cantoni cattolici formarono una lega, il Sonderbund,
subito dichiarata contraria alla costituzione da parte del governo federale; il
rifiuto della lega di sciogliersi provocò una breve guerra civile. La sconfitta
del Sonderbund portò a una nuova costituzione (1848) che aumentò il potere del
governo federale; sulla base della costituzione successivamente approvata
(1874), e tutt'ora in vigore, la Svizzera divenne uno stato federale.
Verso la fine del XIX secolo iniziò il grande sviluppo economico della
federazione. Fedele alla sua politica di neutralità, il paese non partecipò alla
prima guerra mondiale; tuttavia il conflitto mise in evidenza la divisione
culturale e linguistica del paese, e mentre la popolazione di lingua tedesca
sostenne gli imperi centrali, quella di lingua francese e italiana sostenne gli
Alleati.
La Svizzera conservò la sua neutralità anche durante la seconda guerra
mondiale; in seguito, per tener fede alla sua neutralità, non aderì
all'Organizzazione delle Nazioni Unite, ma solo alle sue agenzie specializzate.
Torna all'indice
Una Svizzera neutrale
In virtù della tradizionale posizione di neutralità, la Svizzera è divenuta
sede di numerose organizzazioni e incontri internazionali; qui venne fondata nel
1863 la Croce Rossa Internazionale e, al termine della prima guerra mondiale, la
Società delle Nazioni. Nel 1948 la Svizzera si unì all'Organizzazione europea
per la cooperazione economica, fu membro fondatore dell'Associazione europea di
libero scambio nel 1959 e nel 1963 aderì al Consiglio d'Europa. Nel 1992 fece
richiesta per la partecipazione alla Comunità Europea (ora denominata Unione
Europea), richiesta in seguito ritirata per conservare la tradizionale posizione
di neutralità.
Torna all'indice
Politica interna
svizzera
Nel febbraio del 1971 le donne ottennero il diritto di voto per le elezioni
federali e nel 1979 oltre il 10% dei seggi del Consiglio nazionale era occupato
da rappresentanti femminili. Un emendamento sull'eguaglianza dei diritti tra i
sessi fu approvato da un referendum nel 1981; un altro referendum (1985) garantì
alle donne l'eguaglianza legale nel matrimonio. Nel corso degli anni Ottanta i
cittadini svizzeri sono stati chiamati a esprimersi in materia di servizio
militare (1984), aborto e contraccezione (1985), partecipazione alle Nazioni
Unite (1986), immigrazione e asilo politico (1987), abolizione dell'esercito
(1989).
In seguito a pressioni internazionali, la Svizzera ha consentito l'accesso
agli archivi delle sue banche, al fine di accertare la provenienza del denaro ed
eventuali impieghi illegali; sull'onda del disastro ecologico che colpì la
cittadina russa di Cernobyl nell'aprile del 1986, nel paese furono organizzate
numerose dimostrazioni che chiedevano una maggiore sicurezza delle cinque
centrali nucleari presenti sul territorio; esse portarono, nel 1989, alla
sospensione della costruzione di un sesto impianto nucleare. Nel 1992 la
Svizzera ha aderito alla Banca mondiale e al Fondo monetario internazionale.
Torna all'indice
Sviluppi recenti della Svizzera
Negli anni Novanta, la situazione economica del paese è stata caratterizzata
da una profonda crisi, che ha causato un preoccupante aumento della
disoccupazione.
Negli ultimi anni la Svizzera è stata investita anche da un lacerante
dibattito sul reale ruolo avuto dal paese durante la seconda guerra mondiale,
soprattutto per quanto riguarda il suo potente sistema bancario, accusato da una
parte di aver avuto un ruolo finanziario funzionale al regime nazista tedesco
(alcuni storici sostengono che senza il sostegno del sistema bancario svizzero
la Germania nazista sarebbe crollata prima del 1945), dall'altra di aver
trattenuto ingenti somme appartenute alle vittime del nazismo. In seguito a
pressioni internazionali - in particolare quelle del governo statunitense e
delle organizzazioni ebraiche che hanno minacciato il boicottaggio del sistema
bancario e finanziario svizzero - il governo elvetico ha accettato di mettere a
disposizione degli studiosi incaricati gli archivi necessari a far luce sulle
vicende. Torna
all'indice |
|