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| Russia Ufficialmente Federazione Russa, repubblica
indipendente dell'Europa nordorientale e dell'Asia settentrionale, costituita
il 25 dicembre 1991 e suddivisa amministrativamente in quarantanove province
(oblast), ventuno repubbliche, dieci circondari autonomi (okrug), una provincia
autonoma e sei territori autonomi (kraj). Con una superficie di 17.075.400
km2, più di un nono della superficie totale della terra, è
la nazione più estesa del mondo. Da nord a sud il paese si estende
per più di 4000 km, dal confine meridionale, segnato dalla catena
montuosa del Caucaso, alle isole artiche nel Mare di Barents. Da est a
ovest il territorio ha una estensione di circa 10.000 km, dalla costa orientale
del mar Baltico fino all'isola di Grande Diomede, nello stretto di Bering.
La Russia confina a nord con il Mare di Barents, il Mare di Kara, il Mare di Leptev, il Mare della Siberia Orientale e il Mar dei Cukci, che sono tutte sezioni del Mar Glaciale Artico; a est con l'oceano Pacifico, lo stretto di Bering, che la separa dall'Alaska, il Mare di Bering, il Mare di Ohotsk e il Mar del Giappone; a sud-est con l'estremità nordorientale della Corea del Nord; a sud con la Cina, la Mongolia, il Kazakistan, l'Azerbaigian, la Georgia e il Mar Nero; a sud-ovest con l'Ucraina; a ovest con la Bielorussia, la Lettonia, l'Estonia, il golfo di Finlandia e la Finlandia. La Russia comprende inoltre, nel Mar Glaciale Artico, la Terra di Francesco Giuseppe e le isole di Novaja Zemlja, Vajgac, Severnaja Zemlja, Nuova Siberia e Wrangel; nell'oceano Pacifico le isole Curili e la grande isola di Sahalin. Il territorio può essere suddiviso in tre grandi regioni: la Russia europea, a ovest degli Urali; la Siberia, che dagli Urali si estende fino all'oceano Pacifico, e la Russia estremo orientale, che comprende la frangia costiera del Pacifico. |
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Territorio La Russia comprende una parte europea - la Russia vera e propria - compresa tra gli Urali e le depressioni estese tra il Mar Nero e il Mar Baltico, formate dal cosiddetto Bassopiano Sarmatico; e una più vasta sezione asiatica, al di là degli Urali, comprendente il Bassopiano Siberiano, la Siberia centrale, che assume la forma di un altopiano, e infine l'Estremo Oriente, formato da una serie di rilievi montuosi, tra cui quelli che danno origine alla prominente penisola della Kamcatka. Morfologicamente, quindi, un territorio in cui la varietà dei lineamenti non manca, sebbene essa appaia come diluita dalla vastità. Il Bassopiano Sarmatico Il territorio della Russia europea è sostanzialmente formato da un'unica superficie appiattita la cui elevazione media è di circa 180 m. Geologicamente si tratta di un'ampia porzione continentale che, rivestita in superficie da formazioni sedimentarie del Paleozoico, del Mesozoico e del Neozoico, lascia affiorare le formazioni più arcaiche nella parte nordoccidentale, vicino al confine con la Finlandia, dove sono presenti rocce cristalline, ignee e metamorfiche. Qui la massima elevazione è costituita dai 1191 m dei monti Hibiny, nella sezione centrale della penisola di Kola. Quasi al centro del bassopiano si trovano i rilievi collinari che formano il cosiddetto Rialto Centrale Russo, e più a sud di esso le alture del Don e le alture del Volga. La sezione meridionale comprende le fertili pianure bagnate dal Mar Nero e dal mar Caspio, attraversate dal Don, dal Volga e dall'Ural, e la catena del Caucaso che, estesa tra i due mari, culmina nei 5642 m del massiccio vulcanico dell'Elbrus. Le glaciazioni pleistoceniche hanno lasciato forti impronte nel territorio, tra cui ampie aree paludose, come il bassopiano di Mescera, a sud-est di Mosca. Attraversata dal fiume Oka, questa pianura poveramente drenata era occupata da un lago quando il ghiaccio bloccò i corsi d'acqua che attualmente si svuotano parzialmente in queste zone. Alla glaciazione più recente, risalente a circa 10.000 anni fa, si deve la formazione dei depositi morenici che dal confine con la Bielorussia si estendono fino alla costa artica, a ovest del fiume Pecora. La regione siberiana A est del Bassopiano Sarmatico si innalzano i monti Urali, la cui elevazione media è di circa 600 m. I versanti orientali degli Urali digradano verso il Bassopiano Siberiano occidentale, una zona depressa, in prevalenza paludosa, attraversata dal fiume Ob, delimitata a sud dai monti del Kazakistan e dell'Altaj e comprendente i bacini carboniferi del Kuzbass. A est del fiume Jenisej la morfologia della regione siberiana muta radicalmente. Da qui si estende l'altopiano della Siberia centrale la cui altitudine media è di circa 600 m. La struttura geologica di questa area è costituita da un basamento di rocce ignee e metamorfiche sul quale poggiano in molti punti rocce sedimentarie e lava vulcanica. L'altopiano, inospitale e pressoché disabitato, è ricco di risorse minerarie. |
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| A est del fiume Lena l'altopiano si innalza nelle elevate
catene montuose della Siberia orientale tra le quali i monti di Verhojansk,
i monti Cerski e l'altopiano della Kolyma, con altitudini comprese tra
i 2300 e i 3200 m. Verso est, in direzione dell'oceano Pacifico, i rilievi
sono più aspri e frequente è l'attività vulcanica.
Nella penisola di Kamcatka ci sono più di cento vulcani, dei quali
più di venti sono attivi. Questi rilievi culminano nei 4750 m del
Kljucevskaja Sopka e appartengono a una catena che continua verso sud nelle
isole Curili.
La Russia ha un articolato sviluppo costiero che si estende per più di 32.000 km lungo l'oceano Pacifico e il Mar Glaciale Artico; gran parte della costa è però bagnata da acque ghiacciate per lunghi periodi dell'anno. Idrografia Il territorio della Russia è ripartito tra diversi ed estesi bacini idrografici: il maggiore di tutti è quello del fiume Ob e del suo affluente Irtyš che, insieme, scorrono per 5410 km dalla Cina nordoccidentale attraverso il Bassopiano Siberiano per sfociare nel Mar Glaciale Artico. Nello stesso mare sfocia lo Jenisej, il cui bacino è di poco inferiore a quello dell'Ob. Un terzo importante organismo fluviale è quello dell'Amur che, con i suoi affluenti Šilka e Onon, scorre dalla Mongolia settentrionale verso est per 4416 km, segnando il confine tra Cina e Siberia: l'Amur è l'unico fiume russo tributario dell'oceano Pacifico. Tra gli altri grandi fiumi che sfociano nel Mar Glaciale Artico, oltre all'Ob e allo Jenisej, vi sono il Lena e il Kolyma, mentre nel mar Caspio sfociano il Volga, il fiume più lungo d'Europa, che insieme ai suoi due affluenti principali, il Kama e l'Oka, drena una vasta porzione della pianura sarmatica, e l'Ural. Altri fiumi di rilievo sono il Don, che attraversa la sezione meridionale della pianura russa e defluisce nel Mar d'Azov, che fa parte del Mar Nero, il Narva e la Daugava, che scorrono in direzione nord-ovest fino al mar Baltico; il Pecora, la Dvina Settentrionale, il Mezen e l'Onega, tributari del Mar Glaciale Artico e del Mar Bianco. Nella pianura ciscaucasica scorrono due importanti fiumi utilizzati per l'irrigazione: il Kuban, che nasce nel monte Elbrus e scorre verso ovest fino al Mar d'Azov, e il Terek, che scorre verso nord-est e tributa nel mar Caspio. Il governo sovietico ha avuto un ruolo attivo nella costruzione di grandi dighe per scopi energetici, d'irrigazione, di controllo delle piene e di navigazione. Di queste costruzioni le più imponenti si trovano nei sistemi idrografici del Volga-Kama e del Don, dello Jenisej-Angara e dell'Ob-Irtysh, in Siberia. Ai fini della navigazione sono importanti i collegamenti realizzati, con il canale di Mosca, tra il Volga e il Mar Bianco, e il collegamento tra il Volga e il Don (canale Volga-Don). I principali laghi russi si trovano nelle zone nordoccidentali del paese. Il più esteso è il mar Caspio che, privo di sbocchi al mare e con una superficie di 371.000 km2, è il maggiore bacino lacustre del mondo. Seguono per importanza il lago Bajkal, con una superficie di 31.468 km2, compreso nel bacino del fiume Jenisej, nella Siberia meridionale, il Ladoga e l'Onega, che si trovano nella cosiddetta Regione dei Grandi Laghi della Russia europea nordoccidentale. Clima La rigidezza del clima è conseguenza delle alte latitudini, della vastità delle superfici continentali e dell'assenza di barriere naturali che impediscano il passaggio delle correnti fredde polari. L'inverno è quindi molto lungo e freddo, mentre l'estate è relativamente breve e temperata. Le calde influenze dell'oceano Pacifico non raggiungono mai le regioni più interne del paese, soprattutto durante l'inverno, quando una grande e fredda cellula di alta pressione, centrata nella Mongolia, investe quasi tutta la Siberia e la sezione estremo orientale della Russia. L'influenza atlantica raggiunge la Russia dopo aver attraversato l'intera area occidentale dell'Europa ed essere stata quindi privata di una larga parte della sua umidità. Essa penetra nelle aree continentali soprattutto durante l'estate, quando un sistema di bassa pressione prevale su tutto il territorio e l'aria calda e umida dell'Atlantico riesce a spingersi verso est fino alla Siberia centrale. Una delle conseguenze principali di questa azione sono le precipitazioni, che in questo periodo sono molto importanti per l'agricoltura. Le precipitazioni annue nella maggior parte del paese sono modeste: nella pianura russa la media annua varia da circa 800 mm nella sezione occidentale fino ai 400 mm circa lungo la costa del mar Caspio. In tutta la Siberia e nelle regioni estremo orientali, oscilla tra i 500 e gli 800 mm, raggiungendo anche i 1000 mm nelle zone più elevate, ma abbassandosi a circa 300 mm nelle depressioni interne. Durante l'inverno le temperature più basse si registrano nella Siberia orientale: a gennaio le temperature scendono di solito fino a -48,9 °C, ma la minima storica registrata in questa regione è stata di -67,8 °C a Verhojansk, zona soprannominata "polo del freddo". Lungo le coste artiche e pacifiche la temperatura scende frequentemente fino a -50 °C a causa dei forti venti. A Mosca la media delle temperature a gennaio e a luglio è rispettivamente di -9,4 °C e 18,9 °C; a Vladivostok, nella Siberia orientale, di -14,4 °C e di 18,3 °C. Flora In Russia si distinguono diversi tipi di vegetazione in corrispondenza delle diverse fasce climatiche e della varia composizione dei suoli. Nell'estremo nord cresce la vegetazione tipica della tundra, composta di muschi, licheni e bassi arbusti; in questa regione prevale il permafrost, suolo perennemente gelato i cui strati superficiali possono subire un parziale disgelo durante la stagione estiva. A sud della regione artica si estende la taiga, che occupa circa due quinti della Russia europea e giunge fino a coprire la maggior parte della Siberia e la Russia estremo orientale. Qui crescono in prevalenza conifere, pioppi e betulle che in alcune zone hanno una distribuzione molto sparsa a causa dello scarso drenaggio dei suoli. Nella maggior parte dell'altopiano siberiano centrale e nelle montagne della regione estremo orientale abbonda il larice, varietà di conifera a foglie caduche. Una foresta mista, composta da conifere e latifoglie, occupa la zona centrale della pianura russa orientale, da San Pietroburgo, nel nord, fino al confine con l'Ucraina, al sud. Qui le specie dominanti sono la quercia, la betulla, l'acero e il carpino bianco; foreste simili crescono inoltre in molte regioni della Russia estremo orientale, lungo parte della valle del fiume Amur e, a sud, lungo la valle del fiume Ussuri. Qui i suoli sono grigio-marrone e non sono così improduttivi come nella taiga settentrionale; adeguati metodi agricoli e sistemi di fertilizzazione possono renderli adatti alla coltivazione. Dalla sezione centrale della pianura russa alla valle del Volga e in parte della Siberia occidentale si estende la steppa, dove i suoli sono neri e fertili, ricchi di humus e minerali, e particolarmente favorevoli alla coltivazione dei cereali. Fauna In Russia vivono molte specie animali. Le specie più diverse si incontrano nella tundra artica, sulla costa pacifica settentrionale e sulle isole, e comprendono l'orso polare, la foca, il tricheco (vedi Pinnipedi), la volpe artica (Alopex lagopus) e la renna. Tra gli uccelli abbondano la pernice bianca (Lagopus lagopus), il gufo (vedi Strigiformi), il gabbiano e la strolaga. Cigni e anitre migrano in questa regione durante l'estate, quando le acque dei torrenti sono ricche di pesci. La foresta della taiga costituisce un habitat ideale per l'alce, l'orso bruno, la lince e un'ampia varietà di uccelli, tra i quali gufi e usignoli, mentre nelle paludi vivono topi muschiati e scoiattoli. Le foreste di latifoglie ospitano cervi, lupi, volpi, visoni e una grande varietà di uccelli, serpenti, lucertole e tartarughe. Le foreste delle regioni meridionali della Russia orientale sono l'habitat delle tigri oltre che di ghepardi, orsi e alci. La steppa è abitata principalmente da roditori e da ungulati, tra i quali l'antilope della steppa. I principali animali da preda sono la puzzola (Mustela putorius) e la volpe; gli uccelli più diffusi sono la gru, l'aquila e il gheppio. Sui rilievi del Caucaso vivono camosci, cervi, cinghiali, leopardi, iene, sciacalli, oltre a numerosi rettili e anfibi. Popolazione In base al censimento del 1995 la Russia ha una popolazione di 148.249.000 abitanti, costituita da una grande varietà di gruppi etnici, molti dei quali amministrano autonomamente i propri territori. La popolazione russa presenta una distribuzione alquanto disomogenea ed è concentrata soprattutto nelle zone agricole più fertili e nei centri minerari e industriali. La maggior parte degli abitanti si trova nella Russia europea, nel cosiddetto triangolo fertile, situato lungo il confine occidentale tra il mar Baltico e il Mar Nero. Dopo la seconda guerra mondiale si sono avute importanti migrazioni verso est, in particolare verso la Siberia meridionale e la Russia estremo orientale, incoraggiate dal governo sovietico. Nella maggior parte delle zone rurali della Russia europea, la densità media è di circa 25 persone per km2, mentre in più di un terzo del territorio si registra una densità inferiore a una persona per km2 (la media sull'intero territorio è di 8,8 abitanti per km2). Composta per l'83% circa da russi, la popolazione del paese comprende minoranze tatare (3,8%) e ucraine (2,3%). Altre minoranze di rilievo sono rappresentate da bielorussi, tedeschi, ceceni, mordvini, ciuvasci, baschiri, ebrei. Esistono inoltre numerosissime etnie sparse in tutto il paese, discendenti sia da arcaici gruppi autoctoni sia da gruppi immigrati in epoche diverse. |
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